A Pordenone, il 21 settembre 2026, è stato inaugurato un parco pubblico dedicato agli Internati militari italiani. Il parco onora gli oltre 600mila soldati che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, rifiutarono il nazifascismo, subendo la deportazione nei lager nazisti. Promossa da Comune e Prefettura, la cerimonia si è tenuta in occasione della Giornata nazionale degli internati militari.

L’intitolazione ha avuto luogo nei giardini di piazza Maestri del Lavoro, dove sorge il monumento ai deportati. Il sindaco Alessandro Basso ha collegato il nuovo parco alla memoria di una scelta collettiva dei militari in un periodo drammatico.

Basso ha definito quel passaggio una "pagina dolorosa", evidenziando: «seicentomila è un numero che ci interpella: racconta una scelta collettiva, un grande onore italiano che oggi possiamo ricordare e celebrare».

Il valore della scelta e la targa commemorativa

Il prefetto Michele Lastella ha ricordato i militari che rifiutarono la Repubblica di Salò e il regime nazista. Ha evidenziato come questi giovani, spesso militari di leva, scelsero libertà, dignità e orgoglio nazionale anziché la salvezza. Il prefetto ha collegato la vicenda ai principi costituzionali, esortando le nuove generazioni a difendere libertà di pensiero e decisione secondo coscienza.

La targa commemorativa, collocata nel parco, richiama il valore dei rifiuti opposti dagli internati militari.

Il testo recita: «Libertà e democrazia sono nate anche grazie a quei 600.000 'NO': un rifiuto fatto con grande dignità e coraggio di chi seppe resistere senz'armi scegliendo la sofferenza e a volte la morte». La dedica si inserisce nel percorso di memoria pubblica dei giardini di piazza Maestri del Lavoro, accanto al monumento ai deportati.