I Carabinieri della Compagnia di Portogruaro, in provincia di Venezia, hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 33 anni, di origini straniere. L'individuo è accusato di sequestro di persona e atti persecutori nei confronti della fidanzata. L'operazione, avvenuta mercoledì scorso, è stata resa nota il 19 settembre 2026, a seguito dell'intervento dei militari in un albergo locale, evidenziando la gravità delle violenze subite dalla donna.
L'allarme è scattato grazie ai familiari della vittima. La donna era riuscita a contattarli telefonicamente, riferendo di essere trattenuta contro la sua volontà dal fidanzato all'interno della struttura alberghiera.
I familiari hanno allertato i Carabinieri, fornendo dettagli che hanno permesso di individuare la posizione della coppia. L'intervento delle forze dell'ordine ha consentito di bloccare il 33enne e di mettere in sicurezza la donna, ponendo fine alla sua prigionia.
Il racconto della vittima e l'intervento nell'albergo
Secondo il racconto della vittima, nella mattinata l'uomo l'aveva contattata con il pretesto di chiederle aiuto per sistemare la camera d'albergo. Una volta giunta sul posto, la situazione è degenerata: il fidanzato l'avrebbe minacciata con una spatola da piastrellista, costringendola a rimanere nella stanza. Per impedirle qualsiasi tentativo di comunicazione, la donna sarebbe stata anche privata del telefono cellulare, che l'uomo avrebbe gettato nel water.
Dalle successive verifiche e dalle dichiarazioni della donna è emerso un quadro di violenza più ampio. La vittima ha rivelato di subire violenze e maltrattamenti da circa sei mesi, episodi mai denunciati. Il suo contatto con i familiari è stato l'elemento chiave che ha permesso l'attivazione dell'intervento dei Carabinieri di Portogruaro, i quali, raggiunto l'albergo, hanno fermato l'uomo. Le gravi accuse contestate al 33enne comprendono il sequestro di persona e gli atti persecutori.
Le conseguenze legali e la segnalazione
A seguito dell'arresto, il 33enne è stato trasferito presso la Casa circondariale di Pordenone, dove rimane a disposizione dell'Autorità giudiziaria. Oltre alle gravi accuse, l'uomo è stato anche segnalato alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti.
Il procedimento penale si basa sull'intervento dei militari, innescato dalla chiamata dei familiari della vittima, e sulla ricostruzione fornita dalla donna riguardo la sua permanenza forzata nell'albergo.
Gli atti persecutori, reato per il quale l'uomo è stato accusato, sono disciplinati dall'articolo 612-bis del codice penale italiano. Tale articolo è parte integrante della legislazione volta a proteggere le vittime di tali gravi condotte.