Il procuratore di Bari, Roberto Rossi, ha annunciato il 30 settembre 2026 una svolta nella strategia di contrasto alle truffe agli anziani, proponendo una più severa qualificazione giuridica per determinati episodi. Al termine di un'importante riunione di coordinamento interforze, che ha visto la partecipazione di carabinieri, guardia di finanza e polizia, Rossi ha dichiarato con fermezza l'intenzione di "alzare il tiro" nella valutazione di tali reati. "Abbiamo pensato di alzare il tiro rispetto alla qualificazione giuridica dei reati negli episodi di truffe agli anziani, perché io ritengo che sia estorsione", ha affermato il procuratore, sottolineando la gravità di queste condotte.

L'incontro, tenutosi con l'obiettivo di definire strategie mirate, ha avuto come fulcro la lotta contro i fenomeni criminali più diffusi e capaci di generare un profondo allarme sociale tra la popolazione. Il procuratore ha posto l'accento sulla centralità della tutela delle persone offese e delle vittime coinvolte nei procedimenti giudiziari, garantendo al contempo il pieno rispetto delle garanzie legali previste. "L'unico obiettivo", ha ribadito Rossi, "è quello della salvaguardia delle persone e della tutela delle persone offese, nel rispetto delle garanzie", evidenziando l'imperativo etico e giuridico di proteggere i soggetti più vulnerabili.

Rafforzare il coordinamento investigativo sui reati predatori

Dall'analisi congiunta condotta durante la riunione è emersa la chiara necessità di intensificare la risposta delle forze dell'ordine nei confronti dei reati predatori. Nel quadro delineato dal procuratore Rossi, rientrano specificamente i furti d'auto, i furti negli appartamenti e, naturalmente, le truffe agli anziani. Il procuratore ha evidenziato come queste tipologie di reato, in numerosi casi, rivelino interferenze con la criminalità organizzata o, pur non configurandosi come criminalità organizzata in senso stretto, presentino comunque una marcata struttura organizzata nelle loro modalità esecutive.

La discussione ha altresì ribadito l'importanza di assicurare una presenza capillare e una risposta efficace sul territorio, fondamentale per la sicurezza percepita dai cittadini.

La riunione con carabinieri, guardia di finanza e polizia ha dunque posto al centro delle priorità il coordinamento tra le diverse indagini. L'obiettivo primario è quello di intervenire sui fenomeni criminali segnalati attraverso una lettura comune delle condotte illecite e dei collegamenti esistenti tra i vari episodi. La dimensione operativa di questo confronto si traduce in un rafforzato raccordo investigativo, che va ben oltre la gestione della singola denuncia o del singolo fatto, mirando a una visione d'insieme più completa e strategica.

La nuova prospettiva giuridica: il reato di estorsione

Il richiamo alla fattispecie di estorsione si fonda sull'articolo 629 del codice penale, una norma che offre una base giuridica più robusta per contrastare determinate condotte fraudolente.

La disposizione legislativa definisce l'estorsione come la condotta di chi, mediante violenza o minaccia, costringe qualcuno a fare o a omettere qualcosa, procurando a sé o ad altri un ingiusto profitto con