Perquisizioni e sequestri nei confronti di quattro giovanissimi, accusati di fabbricare molotov. Il provvedimento, emesso dalla Procura di Pesaro, è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Pesaro e Urbino, con il supporto dei comandi competenti per territorio.
Le indagini
Le attività investigative, coordinate dalla Procura di Pesaro, hanno portato ai quattro giovani, due dei quali residenti nelle province di Rimini e Bologna, al termine di una "costante attività di monitoraggio del territorio nonché dei siti d'area e profili social collegati".
Le perquisizioni e i sequestri sono stati eseguiti nell'ambito degli accertamenti condotti dai militari.
I dispositivi sequestrati
Il provvedimento, emesso dalla Procura di Pesaro, è stato eseguito dai Carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Pesaro e Urbino, con l'ausilio dei comandi competenti per territorio.
Durante le operazioni sono stati sequestrati smartphone, computer e tablet utilizzati dagli indagati. I dispositivi saranno sottoposti ad analisi per ricostruire eventuali comunicazioni, contatti e altri elementi ritenuti utili all'inchiesta.
Nel corso delle perquisizioni è stato trovato anche materiale cartaceo contenente, tra le altre cose, riferimenti alla realizzazione e all'utilizzo di manufatti incendiari.
Gli accertamenti sul materiale informatico e sulla documentazione sequestrata proseguiranno sotto il coordinamento della Procura di Pesaro.
Le indagini sono arrivate ai quattro giovani dopo una "costante attività di monitoraggio del territorio nonché dei siti d'area e profili social collegati".
"Vicini a collettivi studenteschi e ambienti antagonisti"
Un altro fronte dell'inchiesta riguarda i contesti frequentati dai quattro indagati. Secondo quanto riferito dai carabinieri, "dagli accertamenti sin qui condotti è emerso che gli indagati, per i quali vige comunque la presunzione di innocenza, sarebbero vicini a collettivi locali composti da studenti e da soggetti riconducibili ad ambienti antagonisti".
Si tratta di un elemento sul quale gli investigatori stanno effettuando ulteriori verifiche. Allo stato delle indagini, però, questo dato non chiarisce da solo quale fosse la destinazione delle bottiglie incendiarie.
Gli accertamenti sulla possibile finalità
Proprio la possibile finalità dei manufatti rappresenta uno degli aspetti ancora da chiarire. Gli investigatori stanno effettuando "ulteriori approfondimenti" per stabilire se quanto contestato possa essere ricondotto a un "mero atto preparatorio per meglio accreditarsi all'interno della galassia antagonista" oppure se rappresentasse "l'indice della preparazione di azioni dimostrative nell'ambito di una più ampia strategia".
Gli accertamenti proseguiranno quindi sul materiale sequestrato e sui contesti frequentati dai quattro indagati, per chiarire la possibile destinazione e finalità dei manufatti incendiari.