La tragica scomparsa di Denise Cosco, avvenuta a soli 35 anni, rappresenta una ferita profonda per l’intero Paese. Questa è la riflessione centrale dell’intervento della senatrice Enza Rando, già avvocata di parte civile della giovane nel drammatico processo per l’omicidio della madre, Lea Garofalo. La dichiarazione della senatrice, rilasciata l’11 settembre 2026, pone l’accento sul difficile percorso personale di Denise dopo l’uccisione della madre e sul peso inumano che, secondo le parole della legale, continua a gravare sulle vite dei familiari delle vittime di mafia.

Enza Rando ha sottolineato come la mafia non si limiti a colpire chi si oppone al suo potere, ma continui a uccidere nel tempo anche chi sopravvive, generando veri e propri “mostri” interiori nelle vite e nelle anime di chi resta. La sua affermazione è netta: “la mafia uccide, e lo fa in molti modi”. Questo richiamo non riguarda solo le vittime dirette della violenza criminale, ma anche coloro che, pur sopravvivendo, sono costretti a confrontarsi quotidianamente con le conseguenze devastanti di tali atti.

Il dramma di Denise Cosco e il processo per Lea Garofalo

La senatrice Enza Rando ha accompagnato Denise Cosco come avvocata di parte civile durante il lungo e doloroso processo per l’omicidio della madre, Lea Garofalo, testimone di giustizia.

Rando ha descritto quel percorso come una battaglia estenuante per la verità e la giustizia, durata anni, e ha ricordato Denise come una giovane donna dal coraggio straordinario, dotata di una forza immensa che l’ha spinta a lottare fino in fondo. Tuttavia, nel richiamo alla vicenda personale della figlia di Lea Garofalo, emerge chiaramente il peso inumano che Denise ha portato sulle sue spalle: il profondo dolore per la perdita, il vuoto incolmabile di domande che non troveranno mai risposta e la difficile convivenza con i traumi e i “mostri interiori” che affliggono chi resta dopo un efferato delitto di mafia.

Nel suo intervento, la senatrice Rando ha evidenziato come i figli delle vittime di mafia siano doppiamente colpiti.

Essi non solo subiscono la perdita irreparabile dei loro affetti più cari, ma sono anche costretti a intraprendere un percorso di ricostruzione della propria esistenza sotto un’altra identità. Questo implica vivere lontano dai luoghi d’origine, strappati alle proprie radici, e affrontare vite che non hanno scelto. Un destino che, come sottolineato, è strettamente collegato alla storia di Denise Cosco e alla protezione che le è stata garantita dopo il brutale omicidio della madre.

L'appello per un sostegno costante e profondo

Pur riconoscendo che lo Stato è stato vicino a Denise Cosco, la senatrice Enza Rando ha collegato la sua tragica scomparsa alla necessità impellente di un sostegno umano, psicologico e sociale sempre più costante, continuo e profondo.

Questo supporto è fondamentale per accompagnare adeguatamente chi vive drammi analoghi, affrontando il distacco dagli affetti, dalle proprie radici e dalla propria identità precedente. L’appello riguarda l’importanza di non abbassare mai la guardia e di garantire un accompagnamento duraturo a tutte le persone che restano dopo aver subito la violenza mafiosa. Dobbiamo farlo, ha concluso Rando, per onorare la memoria di Denise e Lea, per portare avanti il loro impegno e per assicurare che la mafia non vinca, non permettendo mai che abbia l’ultima parola.