È scomparso a 75 anni Fausto Belia, giornalista che ha rappresentato per decenni una figura di riferimento per l’informazione in Umbria. A lungo responsabile della sede ANSA della regione, contribuì ad aprirla insieme a Enzo Ferrini, dopo l’esperienza nell’ufficio stampa della Giunta regionale.

Laureato all’Università Ca’ Foscari, Belia è stato tra i protagonisti del giornalismo umbro, occupandosi per l’ANSA dei principali ambiti della vita pubblica regionale. Alla professione giornalistica ha affiancato una particolare passione per lo sport: seguì gli anni in Serie A del Perugia di Luciano Gaucci e gli incontri mondiali del pugile Gianfranco Rosi.

Per l’ANSA Belia seguì inoltre le Olimpiadi estive di Sydney nel 2000. Successivamente lavorò come redattore nella sede di Parigi.

Il ricordo dell’Ordine dei giornalisti

L’Ordine dei giornalisti dell’Umbria ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa del collega.

"Fausto ha avuto una lunga e prestigiosa carriera - ricorda l'Organismo sul suo sito - iniziata dagli studi di Radio Perugia Uno di cui è stato anche direttore, Umbria Tv, proseguita nell'ufficio stampa della giunta regionale. Poi l'approdo alla redazione perugina dell'Ansa dove dal 1998 è stato caposervizio e responsabile di sede. Nel 2000 ha fatto parte del pool che per l'agenzia ha seguito le Olimpiadi di Sydney. Dal 2004 e fino al 2009 è stato alla sede dell'Ansa a Parigi.

Ricorderemo sempre la sua grande passione per il giornalismo, il garbo, la disponibilità verso i colleghi e lo stile con cui ha sempre svolto il suo lavoro. I funerali si terranno domani 12 settembre alle ore 11 al Cimitero di Bastia Umbra. Un abbraccio alla famiglia".

L’Ordine dei giornalisti dell’Umbria "piange la scomparsa del collega Fausto Belia morto a Perugia all'età di 75 anni".

Il ricordo della comunità francescana

Anche la sala stampa del Sacro Convento e la redazione del mensile San Francesco Patrono d'Italia hanno ricordato Belia, sottolineando il rapporto di collaborazione e supporto costruito nel corso degli anni.

"Ci sono persone che - sottolinea la comunità francescana -, nel corso della propria vita professionale, lasciano un segno che va oltre il lavoro svolto e gli incarichi ricoperti.

Fausto Belia è stato una di queste. Per molti anni corrispondente dell'ANSA da Parigi, ha vissuto il giornalismo con una professionalità straordinaria, costruita attraverso esperienza, rigore e una profonda conoscenza del mestiere. Ma ciò che oggi ricordiamo con particolare gratitudine è anche la generosità con cui ha saputo mettere tutto questo patrimonio a disposizione degli altri.

Fausto ha contribuito in maniera importante alla crescita dell'ufficio stampa del Sacro Convento e della redazione di San Francesco Patrono d'Italia. Per noi, che allora eravamo giovani giornalisti, è stato molto più di un collaboratore prezioso: è stato un punto di riferimento, un insegnante capace di accompagnare senza mai imporsi, di consigliare senza mai far pesare la propria autorevolezza.

La sua lunga carriera avrebbe potuto renderlo distante. Invece Fausto sapeva esserci. Offriva la sua esperienza, suggeriva una prospettiva, aiutava a trovare le parole giuste e, soprattutto, insegnava attraverso il proprio modo di lavorare. Con quella discrezione che appartiene alle persone davvero competenti.

Nel tempo, molti di noi hanno imparato qualcosa da lui: l'attenzione ai fatti, il rispetto per il lettore, la serietà del lavoro giornalistico. Ma forse abbiamo imparato anche qualcosa di più difficile da insegnare: che la professionalità acquista il suo significato più autentico quando diventa un dono condiviso.

Oggi che Fausto non c'è più, resta il ricordo di un collega e di un maestro.

Resta la gratitudine per tutto ciò che ha fatto e per ciò che ha rappresentato nella storia della nostra redazione. E resta, soprattutto, la consapevolezza che alcune persone continuano a vivere nel lavoro e nelle parole di coloro che hanno aiutato a crescere.

Lo affidiamo a san Francesco d'Assisi, al quale Fausto ha dedicato parte del suo impegno e del suo lavoro. Chiediamo al Santo di Assisi di accoglierlo nella pace e di accompagnarlo verso la luce del Signore. A noi resta il compito di custodire con gratitudine la memoria di un uomo che ha saputo fare del proprio mestiere un servizio e della propria esperienza un dono per gli altri. Alla sua famiglia, la vicinanza sincera e la preghiera della Sala Stampa e della redazione di San Francesco Patrono d'Italia".

La comunità francescana ha così voluto ricordare non soltanto il giornalista, ma anche il collega e il maestro capace di mettere la propria esperienza al servizio delle nuove generazioni di professionisti.