La Procura di Roma sta conducendo ulteriori accertamenti su presunte anomalie temporali nelle comunicazioni tra Valter Lavitola e il giornalista Sigfrido Ranucci. L’indagine riguarda l’attentato dinamitardo avvenuto a Pomezia, nell’ottobre 2025, che ha coinvolto il noto reporter. Questi elementi investigativi emergono dall’analisi approfondita dei dispositivi elettronici, quali telefoni cellulari e computer, sequestrati a Lavitola, l’imprenditore che si è dichiarato reo confesso del ruolo di mandante dell’azione. Le verifiche si concentrano su presunte cancellazioni sospette nelle chat tra Lavitola e Ranucci, riscontrate sia nella fase precedente all’attentato sia in quella successiva all’esplosione.

L’esame dei supporti informatici ha aperto un nuovo e cruciale filone investigativo, mirato alla ricostruzione delle comunicazioni mancanti o non più visibili. Le indagini sono affidate ai Nuclei investigativi dei Carabinieri di Roma e Frascati, che stanno lavorando per chiarire la natura e il contenuto di questi vuoti temporali. La presenza di intervalli non ricostruiti nelle conversazioni tra il giornalista e l’imprenditore rappresenta il punto centrale degli accertamenti in corso.

Le indagini sui dispositivi e i filoni finanziari

Le cancellazioni ipotizzate non sono considerate un elemento isolato, ma materiale da sottoporre a nuovi e rigorosi controlli attraverso l’analisi forense dei dispositivi sequestrati.

Cellulari e computer costituiscono il perimetro tecnico sul quale gli investigatori stanno operando per verificare tempi, contenuti e assenze significative nelle comunicazioni tra i due soggetti. Il procedimento giudiziario rimane strettamente collegato all’attentato di Pomezia dell’ottobre 2025, per il quale Lavitola è accusato e si è dichiarato reo confesso di aver commissionato l’azione dinamitarda.

Dopo le conferme ottenute dal Tribunale del Riesame in merito all’impianto accusatorio, i pubblici ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Roma, coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi, hanno disposto nuovi approfondimenti. Questi si estendono anche agli affari finanziari dell’imprenditore, includendo specificamente gli interessi legati al settore del carbon credit in Africa.

Questo ampliamento delle indagini suggerisce un tentativo di esplorare possibili moventi o connessioni ulteriori dietro l’attentato.

Il contesto dell’inchiesta su Lavitola

Già in un precedente articolo, datato 2 settembre 2026, le chat tra Lavitola e Ranucci erano state indicate come uno dei punti chiave da chiarire nell’ambito dell’inchiesta. In quel contesto, era emersa anche la notizia di una presunta aggressione subita da Valter Lavitola all’interno del carcere di Rebibbia, avvenuta dopo il suo arresto.