La Polizia Locale di Ravenna ha intensificato i controlli, avviando una vera e propria offensiva contro le biciclette elettriche a pedalata assistita modificate illegalmente. L'operazione, i cui dettagli sono stati resi noti il 6 settembre 2026, ha portato a un bilancio significativo: ben 18 mezzi sono stati sequestrati. Nel corso di queste verifiche mirate, gli agenti hanno proceduto al sequestro amministrativo, finalizzato alla confisca, di 12 veicoli che, a seguito delle modifiche, erano stati trasformati in veri e propri ciclomotori abusivi.

Durante le attività di controllo, un conducente è stato inoltre denunciato per il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale, un'accusa emersa nel corso delle operazioni.

Gli accertamenti tecnici sui mezzi sequestrati si sono concentrati sulla presenza di acceleratori manuali. Questi dispositivi, non conformi alla normativa vigente, permettevano ai veicoli di sviluppare autonomamente velocità superiori al limite di 6 km/h, soglia massima consentita dalla legge per la propulsione esclusivamente elettrica senza pedalata. Le verifiche hanno rivelato casi eclatanti: due delle biciclette controllate erano in grado di raggiungere, rispettivamente, i 48 km/h e i 55 km/h. Tali velocità sono state giudicate dagli accertamenti come palesemente incompatibili con l’uso del mezzo nella configurazione ammessa per una bicicletta a pedalata assistita, evidenziando una grave alterazione delle caratteristiche originali e di sicurezza.

Sequestri amministrativi e denunce penali

Il provvedimento adottato a Ravenna si è concretizzato nel sequestro di mezzi che, dopo approfondite verifiche, sono stati qualificati come ciclomotori abusivi. Il sequestro amministrativo è stato disposto con l'obiettivo della confisca, una misura diretta conseguenza della non conformità rilevata sui veicoli e della loro trasformazione illecita. A complemento dell'azione amministrativa, si aggiunge la denuncia di un conducente per resistenza a Pubblico Ufficiale, un'imputazione di natura penale riferita a un episodio verificatosi durante l'attività di controllo della Polizia Locale. Questo sottolinea la serietà delle infrazioni riscontrate e la determinazione delle forze dell'ordine nel far rispettare le normative.

Il punto tecnico cruciale emerso dai controlli riguarda la capacità di questi mezzi di muoversi autonomamente, tramite un comando manuale, senza la necessità della pedalata assistita e, soprattutto, oltre la soglia di velocità consentita. Nel contesto ravennate, le ispezioni hanno evidenziato la presenza di acceleratori capaci di generare una propulsione autonoma ben oltre i 6 km/h, con picchi accertati che per uno dei veicoli esaminati hanno raggiunto l'impressionante velocità di 55 km/h. Queste modifiche rendono le e-bike equiparabili a veri e propri ciclomotori, ma senza le omologazioni e le sicurezze previste per tali veicoli.

I limiti legali per le biciclette a pedalata assistita

Il Codice della Strada italiano stabilisce chiare definizioni per i velocipedi, includendo in questa categoria anche le biciclette a pedalata assistita.

Queste ultime devono essere dotate di un motore ausiliario elettrico con una potenza nominale continua massima di 0,25 kW. È prevista un'eccezione per i mezzi adibiti al trasporto di merci, per i quali la potenza massima può raggiungere i 0,5 kW. Una condizione fondamentale è che l’alimentazione del motore debba ridursi progressivamente e interrompersi automaticamente quando il veicolo raggiunge la velocità di 25 km/h, oppure prima, nel caso in cui il ciclista smetta di pedalare. Il rispetto di questi parametri è essenziale per garantire la sicurezza stradale e la corretta classificazione dei veicoli.