Redouane Ennakhali, cittadino marocchino di 45 anni, è stato rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio aggravato ai danni di Nadia Khaidar, sua connazionale di 50 anni. La donna fu aggredita nella sua abitazione a Bologna il 27 luglio 2025 e, dopo un lungo ricovero in condizioni gravissime, è deceduta l'8 ottobre 2025. La prima udienza del processo è fissata per l'1 dicembre davanti alla Corte d'Assise di Bologna. La decisione è stata formalizzata dal Gup Andrea Romito al termine dell'udienza preliminare.
L'imputato si trova attualmente in carcere.
La Procura contesta che il movente dell'aggressione sia riconducibile al desiderio dell'uomo di instaurare una relazione sentimentale con la vittima, un'insistenza che Nadia Khaidar avrebbe costantemente rifiutato. Secondo la ricostruzione accusatoria, Ennakhali avrebbe agito per rancore a seguito di tali rifiuti, convinto che la donna avesse altre frequentazioni e che lo screditasse. Per esercitare un controllo sulla vittima, avrebbe persino installato un localizzatore satellitare sotto la sua automobile. La mattina stessa dell'aggressione fatale, l'uomo avrebbe inviato a Nadia Khaidar oltre 760 messaggi.
I dettagli dell'aggressione e le aggravanti confermate
L'aggressione si è consumata nell'appartamento di Nadia Khaidar, situato in via del Cossa, nota anche come via Francesco del Cossa, nel capoluogo emiliano.
La donna fu violentemente trascinata all'interno della sua abitazione e colpita ripetutamente con un coltello da cucina e un altro oggetto contundente. Le indagini hanno precedentemente evidenziato che i soccorsi intervennero nel pomeriggio del 27 luglio 2025, trasportando la vittima all'Ospedale Maggiore, dove fu immediatamente ricoverata in Terapia Intensiva a causa delle gravi lesioni riportate.
L'accusa di omicidio è aggravata da diverse circostanze: stalking, futili motivi e l'aver agito in stato di ubriachezza preordinata al fine di commettere il reato. Il giudice ha confermato tutte le aggravanti contestate, una decisione che preclude all'imputato la possibilità di accedere al rito abbreviato.
Nel corso del procedimento, i difensori di Ennakhali, gli avvocati Alfonso Marra e Rocco Cariglino, avevano sollevato eccezioni sull'inutilizzabilità della consulenza medico-legale svolta durante le indagini, ritenendola ripetibile. Tali eccezioni sono state respinte dal Gup. I legali hanno tuttavia dichiarato la loro intenzione di riproporre le questioni davanti alla Corte d'Assise durante il dibattimento.
Il precedente provvedimento cautelare
Nel corso delle fasi preliminari dell'inchiesta, il 45enne, che era già detenuto per il tentato omicidio di Nadia Khaidar, era stato raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere. Questo provvedimento ha consolidato la sua posizione detentiva in relazione all'aggressione che ha poi portato al decesso della donna.