A Reggio Calabria, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari nei confronti di quattro giovani. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di rissa aggravata e tentato omicidio in concorso. Il provvedimento, emesso nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica reggina, dispone la custodia in carcere per un 28enne reggino, mentre per altri tre giovani è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La notizia è stata diffusa il 18 settembre 2026, a seguito dell'esecuzione delle misure.
L’attività investigativa ha permesso di ricostruire un grave episodio avvenuto il 7 aprile 2026. In quella data, una discussione iniziata nelle vie del centro cittadino di Reggio Calabria sarebbe rapidamente degenerata in uno scontro violento tra i giovani coinvolti. Durante la lite, per aumentare la gravità delle lesioni, sarebbero stati utilizzati un coltello e una chiave svita bulloni.
La dinamica dello scontro e le gravi lesioni
Gli accertamenti condotti dagli investigatori della Squadra mobile hanno permesso di delineare la complessa dinamica della rissa. La discussione iniziale, scaturita per futili motivi, aveva avuto luogo in Piazza Garibaldi. Successivamente, lo scontro si sarebbe spostato e sarebbe culminato in una stradina isolata situata nel quartiere Archi, un'area più appartata rispetto al centro cittadino.
Nel corso di questo violento episodio, i contendenti si sarebbero procurati numerose e gravi lesioni. In particolare, una delle persone coinvolte ha riportato profonde ferite all’addome e uno sfregio permanente al viso. Queste lesioni, di notevole entità, costituiscono uno degli elementi fondamentali su cui si basano le contestazioni di rissa aggravata e tentato omicidio in concorso, evidenziando la brutalità dell'aggressione.
Le misure cautelari e l'attività investigativa
L’ordinanza applicativa di misura cautelare, frutto dell'attenta valutazione degli elementi raccolti, ha differenziato le posizioni dei quattro giovani coinvolti. Per il 28enne reggino, ritenuto con una posizione più grave, è stata disposta la misura della custodia in carcere.
Per gli altri tre giovani, invece, è stato imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, una misura meno restrittiva ma comunque significativa. Tutti e quattro risultano indagati, a diverso titolo, nell’ambito del medesimo procedimento penale.
La Squadra mobile ha svolto un ruolo cruciale negli accertamenti, raccogliendo prove sulle varie fasi della lite e identificando gli strumenti che sarebbero stati impiegati durante lo scontro. L'intera indagine è stata coordinata con precisione dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, come indicato negli atti ufficiali relativi all’esecuzione delle misure cautelari, garantendo un'azione giudiziaria mirata ed efficace.