La Procura di Catania ha ampliato l’inchiesta sull’intossicazione da monossido di carbonio che ha interessato 32 ospiti e sei dipendenti dello storico albergo Rifugio Sapienza, situato a 1.910 metri sull’Etna, a Nicolosi. L'inchiesta mira a chiarire la dispersione del gas e il legame con la morte di un turista singaporiano di 66 anni, avvenuta il 16 settembre 2026. La notizia è stata diffusa il 23 settembre 2026 a Catania.

I magistrati intendono “individuare l'origine della dispersione del monossido di carbonio all'interno della struttura” e “accertare se il decesso di un ospite, verificatosi nei giorni precedenti, sia causalmente riconducibile all'esposizione allo stesso gas”.

L’esame medico legale aveva escluso cause violente. Il procuratore Francesco Curcio, l’aggiunto Fabio Scavone e la sostituta Chiara Milazzo hanno disposto il sequestro probatorio dell’intera struttura e l’autopsia sul turista.

Il Sequestro e gli Accertamenti sugli Impianti

Il sequestro probatorio del Rifugio Sapienza interessa l’intera struttura per accertamenti, verifiche su impianti e per determinarne le cause. Il provvedimento è stato eseguito dopo gli interventi dei vigili del fuoco e dei carabinieri. L’intossicazione si era verificata nella notte del 21 settembre 2026, con conseguente evacuazione precauzionale.

Il personale intervenuto ha effettuato rilevazioni ambientali, rilevando la presenza di monossido di carbonio in più ambienti.

Rilevate concentrazioni elevate in una camera e significative in locali vicini. Ospiti con sintomi da esposizione al gas sono stati affidati ai sanitari e trasportati in diversi ospedali, incluso il Cannizzaro di Catania.

La Possibile Causa della Dispersione

Dalle verifiche dei vigili del fuoco risulta che la dispersione di monossido di carbonio potrebbe essere dovuta a un malfunzionamento dell’impianto di evacuazione dei gai.