Un momento di grande emozione ha caratterizzato il tradizionale “giro delle sette chiese” a Viterbo, rito propiziatorio che precede l'atteso trasporto serale della Macchina di Santa Rosa. Nel pomeriggio del 3 settembre 2026, i Facchini di Santa Rosa hanno percorso le vie della città, ricevendo un saluto aereo speciale: gli elicotteri del 72° stormo Aves hanno sorvolato via Marconi proprio al passaggio della storica schiera. Questo gesto significativo è stato autorizzato dal ministro Crosetto, su impulso del deputato Mauro Rotelli, aggiungendo un elemento inedito e suggestivo alla giornata.
La bianca schiera dei Facchini ha compiuto la sua visita alle sette chiese più significative di Viterbo, un percorso sacro e profondamente sentito. Lungo le strade, migliaia di viterbesi si sono radunati, offrendo il loro caloroso applauso ai protagonisti di questa giornata storica. Il corteo si è aperto con la presenza delle autorità civili e istituzionali: in testa, la sindaca Chiara Frontini, affiancata dal presidente della Provincia Alessandro Romoli e dalla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna. Numerosi sindaci della Tuscia hanno partecipato, testimoniando l'importanza dell'evento per l'intero territorio.
Il corteo e l'omaggio aereo su via Marconi
Dopo il passaggio delle autorità, la sfilata è proseguita con i membri del Sodalizio, guidati dal presidente Massimo Mecarini, seguiti dai Facchini, con il capofacchino Luigi Aspromonte in posizione di guida.
Il momento culminante del corteo pomeridiano è stato senza dubbio il sorvolo degli elicotteri del 72° stormo Aves su via Marconi, avvenuto in perfetta sincronia con il transito dei Facchini. Questa iniziativa ha arricchito il tradizionale percorso, inserendo un saluto aereo che ha sottolineato l'eccezionalità e la solennità della giornata dedicata al trasporto della Macchina.
Il "giro delle sette chiese" ha visto anche due momenti religiosi di particolare intensità. Il primo si è svolto nella chiesa di Santa Giacinta, dove le suore clarisse hanno intonato un toccante "Ave o Maria" dedicato ai Facchini. Successivamente, nella chiesa della Trinità, i Facchini stessi hanno elevato il canto "Mira il tuo Popolo", un'invocazione alla Madonna Santissima Liberatrice, venerata come una delle protettrici della città di Viterbo, in un gesto di profonda devozione e tradizione.
I momenti di preghiera e la preparazione all'evento
All'interno della chiesa della Trinità, ad accogliere i Facchini, erano presenti il priore Vito Logoteto e il generale dell'ordine agostiniano Joseph Farrell. Quest'ultimo ha rivolto ai presenti un saluto nella parlata locale viterbese, con la frase "semo tutti d’un sentimento", pronunciata con un caratteristico accento inglese, creando un momento di commistione culturale e spirituale. Il passaggio attraverso le chiese si è inserito armonicamente nella sequenza tradizionale degli eventi che scandiscono la giornata, culminando nel tanto atteso trasporto serale della Macchina di Santa Rosa.
In preparazione all'edizione 2026, il 27 agosto si era tenuta presso la Prefettura di Viterbo una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la Sicn