Chico Forti ha ottenuto la semilibertà. La decisione, maturata il 21 settembre 2026, è stata sancita dal tribunale di sorveglianza, che ha accolto la richiesta avanzata dai legali dell’ex imprenditore trentino. Forti è detenuto da 26 anni per l’omicidio di Anthony Dale Pike, avvenuto a Miami nel 1998. Per tale crimine, Forti si è sempre dichiarato innocente, anche durante i 24 anni di prigionia trascorsi negli Stati Uniti.
La nuova misura consente a Forti di lasciare il carcere di Montorio, in provincia di Verona, per farvi ritorno esclusivamente durante le ore notturne.
L’ex imprenditore, 67enne, era rientrato in Italia due anni fa, a seguito di una complessa trattativa diplomatica promossa dal governo. Prima di questo provvedimento, Forti beneficiava già della possibilità di svolgere attività di volontariato esterne alla struttura carceraria, per un impegno di circa 40 ore settimanali.
Modalità di esecuzione della semilibertà
La richiesta accolta dal tribunale di sorveglianza incide sulla posizione detentiva di Forti, modificando le attuali modalità di permanenza nell’istituto di Montorio. Il nuovo regime prevede il rientro in carcere nelle ore serali e notturne, mentre durante il giorno l’ex imprenditore potrà muoversi liberamente all’esterno, nei limiti stabiliti dalla misura.
La semilibertà rappresenta un primo passo verso la discussione della libertà condizionale, fissata per febbraio 2027.
Già all’inizio del 2026, a Forti era stato concesso il beneficio del permesso condizionale temporaneo. In quella fase, aveva intrapreso corsi e lavori diurni, inclusa l’attività di volontariato, al di fuori del carcere. A marzo, tuttavia, una richiesta di scarcerazione era stata respinta dalla Cassazione, che aveva confermato la necessità della carcerazione citando il “mancato ravvedimento interiore e mancato risarcimento ai familiari della vittima”.
Il contesto del caso Pike
Il procedimento giudiziario riguarda l’omicidio di Anthony Dale Pike, consumatosi a Miami nel 1998. Chico Forti, originario del Trentino, ha scontato 24 anni di detenzione negli Stati Uniti prima del suo trasferimento in Italia.
La sua dichiarazione di estraneità ai fatti non è mai venuta meno durante la lunga detenzione, mantenendo ferma la propria innocenza anche dopo il trasferimento nel carcere di Montorio.
La convinzione dell’innocenza di Forti è stata espressa anche da Bradley Pike, fratello della vittima, che ha dichiarato di credere nella sua estraneità ai fatti.