Un'operazione di sgombero ha interessato il Porto Vecchio di Trieste nella mattinata di giovedì 17 settembre 2026, coinvolgendo circa cento migranti che avevano trovato una dimora temporanea nei pressi della pensilina e degli ingressi monumentali di Largo Città di Santos. L'intervento, avviato intorno alle 6 del mattino, è stato condotto da un'operazione interforze.
Il dispositivo impiegato ha visto la partecipazione di personale della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e dell'Esercito, supportato da contingenti di rinforzo e coordinato tecnicamente e operativamente dalla Questura di Trieste.
L'azione è stata decisa in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, con l'obiettivo di gestire le presenze nell'area e avviare le necessarie verifiche.
Verifiche Amministrative e Accoglienza
La Questura di Trieste sta procedendo con la verifica delle posizioni amministrative di tutte le persone rintracciate, al fine di inserirle nel sistema di accoglienza. Tra i circa cento migranti, una cinquantina risulta provenire da altre città italiane, dove ha già fissato appuntamenti presso le rispettive questure per la regolarizzazione. Circa venti persone sono già in possesso di titoli di soggiorno rilasciati dalla Questura di Trieste, mentre per i restanti sono in corso approfondite procedure di identificazione e verifica.
Durante l'intervento, la Polizia locale ha garantito il coordinamento del traffico e la gestione della viabilità nell'area interessata dalle operazioni, contribuendo al regolare svolgimento delle attività.
Messa in Sicurezza e Bonifica dell'Area
Al termine delle attività di sgombero, l'intera area del Porto Vecchio, in particolare i luoghi prossimi alla pensilina e ai varchi monumentali di Largo Città di Santos, sarà sottoposta a misure di messa in sicurezza e vigilanza costante. È già iniziata anche la bonifica degli spazi precedentemente occupati, un'azione necessaria per ripristinare l'ordine e la pulizia dopo la conclusione dell'intervento.