È morta a 35 anni Denise, figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo. La notizia, confermata il 10 settembre 2026, riporta alla mente la madre, assassinata dalla 'ndrangheta alla stessa età. Lea Garofalo è ricordata come simbolo della ribellione alle mafie.

Il gesto si sarebbe consumato domenica, con il decesso avvenuto alcuni giorni dopo in ospedale. La vicenda ripropone la storia della famiglia Garofalo e il percorso di testimonianza legato all’omicidio di Lea, che scelse di denunciare le dinamiche criminali della 'ndrangheta.

Il ricordo di don Luigi Ciotti

Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele, ha ricordato Denise come "una giovane donna coraggiosa e sofferente", la cui vita è stata segnata dal coraggio e dalla sofferenza. Ha collegato il suo percorso a quello della madre Lea, ricordando come Denise avesse vissuto a lungo nascosta, animata da una "grande sete di vita, di libertà e di amore" e dal desiderio di autonomia.

La storia di Lea Garofalo

Lea Garofalo, nata a Petilia Policastro (Crotone) nel 1974 e morta a Milano nel 2009, fu una testimone di giustizia e vittima della 'ndrangheta. Denunciò crimini e illeciti della sua famiglia e di quella rivale del suo ex compagno, Carlo Cosco, rivelando dettagli su spaccio di stupefacenti e sull'uccisione del fratello, attribuita ai Cosco.

Sottoposta a protezione dal 2002, la misura le fu tolta nel 2006, ritenendo il suo contributo poco significativo, ma ripristinata nel 2007 dal Consiglio di Stato. Nel 2009, Lea rinunciò spontaneamente alla protezione. Dopo essere sfuggita a un tentato rapimento, fu attirata con l'inganno a Milano dall’ex compagno e assassinata il 24 novembre.

Il ruolo di Denise nel processo

Nel procedimento per la scomparsa di Lea Garofalo furono imputati Carlo Cosco, Massimo Sabatino, Giuseppe Cosco, Vito Cosco, Carmine Venturino e Rosario Curcio. In tale contesto, la figlia di Lea Garofalo fornì la sua testimonianza.