La protesta degli agricoltori contro il caro carburante e i prezzi al ribasso dei loro prodotti ha raggiunto il culmine a Gela, in provincia di Caltanissetta, il 29 settembre 2026. Decine di trattori hanno invaso l'ingresso cittadino, fermandosi a poca distanza dal palazzo di giustizia, in una chiara dimostrazione di forza e determinazione. La mobilitazione, iniziata già il giorno precedente, ha messo in luce la grave crisi che affligge il settore agricolo, con richieste pressanti di misure urgenti per contenere i costi del carburante e garantire una vera valorizzazione dei prodotti agricoli.

Le forze dell'ordine, tra cui Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale, hanno monitorato attentamente la situazione nell'area del presidio, garantendo il regolare svolgimento della manifestazione. Gli agricoltori avevano ottenuto le necessarie autorizzazioni per accedere alla zona con i loro mezzi. Dal presidio, allestito con rapidità, è risuonato un messaggio inequivocabile: "Siamo alla fame e non ci fermiamo", parole che sottolineano la disperazione e la volontà di proseguire la lotta fino all'ottenimento di risposte concrete.

Il presidio a Gela: un segnale forte

La scelta strategica di fermare i trattori all'ingresso di Gela, in prossimità del palazzo di giustizia, ha amplificato la visibilità della protesta.

La presenza massiccia di decine di mezzi agricoli ha trasformato l'accesso alla città in un simbolo della battaglia condotta dagli agricoltori. La mobilitazione si è focalizzata su due problematiche interconnesse e di vitale importanza per il settore: l'escalation dei costi del carburante e la costante diminuzione dei prezzi riconosciuti per i loro raccolti e allevamenti.

Le istanze avanzate dai manifestanti sono chiare e perentorie: l'adozione di misure urgenti per mitigare l'impatto del caro carburante e un impegno concreto per una vera valorizzazione della produzione agricola. L'obiettivo primario dei partecipanti al presidio è il miglioramento delle condizioni economiche delle aziende agricole, molte delle quali si trovano sull'orlo del collasso a causa della congiuntura sfavorevole.

La mobilitazione si estende in Sicilia

La protesta di Gela si inserisce in un più ampio contesto di mobilitazione in Sicilia contro il caro carburanti. Già il 28 settembre 2026, gli agricoltori avevano manifestato scendendo in strada con i loro trattori, causando rallentamenti significativi al traffico sulle arterie principali come la Palermo-Agrigento e la Catania-Gela. Questa azione ha evidenziato ulteriormente le difficoltà legate al costo del gasolio agricolo e agli oneri finanziari che le aziende devono affrontare, specialmente nel periodo cruciale della semina.

Franco Calderone di Agrisat, intervenuto al presidio di Bolognetta, nei pressi di Palermo, ha fornito un esempio tangibile della gravità della situazione, indicando un costo di 300 euro per un pieno di carburante necessario a un trattore per una singola giornata di lavoro.

In questo scenario, è stato sottolineato il profondo divario tra il prezzo irrisorio del grano, stimato a soli 20 centesimi al chilo, e i costi proibitivi sostenuti dagli agricoltori per la produzione. Questo squilibrio rende insostenibile l'attività agricola e mette a rischio la sopravvivenza di numerose imprese del settore.