La procura della Repubblica di Padova ha richiesto il rinvio a giudizio per Massimo Cavazzana, sindaco di Tribano, in relazione a un presunto falso ideologico. La contestazione emerge dall’iter autorizzativo di un autovelox installato nel territorio comunale, specificamente sulla strada regionale 104 Monselice-Mare. Al centro dell’accusa vi sono i dati sugli incidenti stradali che sarebbero stati utilizzati per supportare la richiesta di autorizzazione prefettizia.
L’udienza preliminare è già stata fissata per gennaio. L’autovelox, operativo dall’agosto 2023 sulla SR 104, è rimasto in funzione per un periodo limitato.
Nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2023, il dispositivo è stato sradicato da un individuo noto come Fleximan e da quel momento non è più stato riattivato.
La contestazione sui dati degli incidenti
Il procedimento amministrativo per l’ottenimento dell’autorizzazione prefettizia, avviato nel 2021, ha visto il Comune presentare un’integrazione sulla incidentalità del tratto stradale interessato. In tale documento, sono stati indicati 22 incidenti e 35 feriti nel quinquennio compreso tra il 2016 e il 2020. Tuttavia, i consiglieri di opposizione hanno sollevato dubbi su questi numeri, confrontandoli con le informazioni ufficiali dell’ufficio statistico della Regione Veneto. Secondo i dati regionali, per lo stesso periodo, si sarebbero registrati 10 incidenti e 19 feriti, con l’ulteriore precisazione di zero vittime mortali.
La questione è stata portata all’attenzione della magistratura dal consigliere di minoranza Roberto Bazzarello, attraverso un esposto. La procura contesta il reato di falso ideologico, specificamente nell’ambito della documentazione presentata per l’installazione dell’autovelox. La richiesta di rinvio a giudizio riguarda direttamente il sindaco Cavazzana, il quale ha fermamente respinto tutte le accuse, escludendo che l’installazione dell’apparecchio avesse finalità diverse dalla primaria esigenza di sicurezza stradale.
La posizione del sindaco e il funzionamento del rilevatore
Il sindaco Cavazzana ha chiarito di non aver personalmente raccolto né elaborato le statistiche relative agli incidenti, attribuendo tale compito agli uffici comunali preposti alla predisposizione dei dati.
Ha inoltre difeso con convinzione la scelta di intervenire sulla strada regionale 104, sottolineando la notevole presenza di automobili, pedoni e un elevato numero di ciclisti. In una sua dichiarazione, ha enfaticamente affermato: “Quella è una strada pericolosa”, ribadendo la necessità dell’intervento.
Il dispositivo, durante il suo periodo di attività, che si è protratto per circa due mesi, ha rilevato un numero considerevole di infrazioni, quantificabile in circa 9mila sanzioni. La sua disattivazione a seguito dell’atto vandalico ha interrotto un’attività che, seppur breve, aveva già generato un impatto significativo sul controllo della velocità nel tratto stradale.