SIOT-TAL ha annunciato, in tarda serata, la conclusione di un secondo intervento nel canale di scolo adiacente al parco serbatoi di Trieste. L'operazione si è resa necessaria per la presenza di una soluzione schiumogena, direttamente collegata alla fuoriuscita del 24 agosto dall'impianto antincendio. In quell'occasione, una limitata quantità di liquido schiumogeno biodegradabile era defluita fino al canale.

I tecnici dell'azienda hanno accertato che il materiale rilevato durante questo secondo intervento costituisce un residuo dell'episodio avvenuto circa due settimane prima.

Questo residuo ha raggiunto il canale solo in un momento successivo a causa delle caratteristiche idrauliche dell'area, che determinano un movimento molto limitato del fluido. È stato confermato che la schiuma biodegradabile è rimasta circoscritta al canale, non è entrata in contatto con il torrente Rosandra ed è stata completamente aspirata.

Le operazioni di bonifica e recupero

L'azienda ha prontamente attivato le procedure richieste dalle normative e i protocolli interni previsti per tali circostanze. Le squadre di tecnici specializzati sono state impegnate attivamente nel recupero del liquido, nella rimozione e nel successivo asporto del terreno interessato. Tutte le operazioni si sono concentrate specificamente sul canale di scolo vicino al parco serbatoi, il medesimo punto già individuato in relazione alla fuoriuscita del 24 agosto.

Il contesto del primo episodio del 24 agosto

Nel corso del primo episodio, SIOT-TAL aveva già comunicato un intervento all'interno del Parco Serbatoi e in un breve tratto del canale di scolo che confluisce nel torrente Rosandra. La perdita era stata attribuita a un malfunzionamento dell'impianto schiumogeno antincendio, in particolare alla rottura di una saldatura su un collegamento flangiato. La sostanza rilasciata era stata fin da subito qualificata come biodegradabile.

Durante il precedente intervento, il canale di scolo era stato descritto come asciutto. La particolare conformazione del canale, caratterizzata da una contropendenza, aveva giocato un ruolo cruciale nel limitare lo scorrimento della sostanza schiumogena, facilitandone così il recupero.

Anche in quell'occasione, le attività avevano visto il coinvolgimento di squadre tecniche dedicate al recupero del liquido e alla rimozione del terreno interessato, operando sotto la supervisione delle istituzioni preposte.

Il secondo intervento, concluso in tarda serata, si riferisce dunque al residuo del medesimo episodio iniziale e non a un nuovo evento distinto. La ricostruzione tecnica ha collegato il ritrovamento di tale materiale alle specifiche condizioni idrauliche del canale, le quali hanno rallentato il movimento del fluido, causando un accumulo ritardato del residuo.