I Carabinieri di Reggio Calabria hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del presunto responsabile della sparatoria avvenuta la notte del 6 settembre 2026. L'episodio, che ha visto due fratelli feriti alle gambe, si è verificato nella frazione Mannoli di Santo Stefano in Aspromonte. L'uomo è indagato per detenzione e porto illegale di arma da fuoco e lesioni personali aggravate. La notizia è stata diffusa il 29 settembre 2026.

La ricostruzione degli investigatori, coordinati dalla Procura diretta da Giuseppe Borrelli, colloca l'episodio al termine di una serata trascorsa nel centro abitato di Mannoli.

Dopo una lite, le cui cause restano da accertare, l'indagato avrebbe estratto un'arma da fuoco, esplodendo diversi colpi contro due fratelli del posto. Entrambi sono stati raggiunti alle gambe, soccorsi e trasportati in ospedale.

Le indagini e l'identificazione del presunto autore

Subito dopo l'episodio, i Carabinieri hanno avviato le indagini, con rilievi tecnico-scientifici sul luogo della sparatoria e raccolta di testimonianze. La nota stampa del procuratore aggiunto Stefano Musolino ha indicato l'identificazione rapida del presunto autore. Il quadro indiziario delineato dagli inquirenti ha portato il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) a emettere la misura cautelare degli arresti domiciliari, che l'indagato dovrà scontare nella propria abitazione.

Il provvedimento cautelare riguarda la fase preliminare a carico dell'indagato, con contestazioni legate a detenzione e porto di arma da fuoco e lesioni personali aggravate. Gli investigatori hanno indicato come elementi centrali della vicenda la lite avvenuta nel centro abitato di Mannoli, i colpi esplosi contro i due fratelli e i rilievi svolti dai Carabinieri sul luogo dell'aggressione.

I primi dettagli emersi sull'aggressione

Le prime informazioni relative all'episodio, diffuse il 9 settembre 2026, indicavano che i Carabinieri della stazione di Santo Stefano in Aspromonte stavano indagando sulla doppia gambizzazione, sotto il coordinamento della Procura di Reggio Calabria. Già in quella fase, le vittime erano state identificate come due giovani fratelli del posto, entrambi colpiti alle gambe da colpi d'arma da fuoco nella piccola frazione di Mannoli.