Un uomo pluripregiudicato e recidivo è stato raggiunto a Venezia da un ammonimento per stalking emesso dal questore, seguito dall'applicazione del braccialetto elettronico. Il provvedimento è scattato in seguito alla denuncia presentata da una donna presso il commissariato di Marghera, dopo una serie di condotte persecutorie che le avevano causato forte ansia e preoccupazione. L'episodio, risalente al 14 settembre 2026, ha portato all'immediato intervento delle autorità per tutelare la vittima.

La donna ha dettagliato alle forze dell'ordine una situazione insostenibile, caratterizzata da telefonate continue, centinaia di messaggi, ripetuti tentativi di avvicinamento fisico e pedinamenti costanti nei pressi della sua abitazione.

Queste azioni intrusive hanno spinto la vittima a rivolgersi alla polizia, attivando così il processo che ha portato all'emissione dell'ammonimento da parte del questore. Nel valutare il caso, le autorità hanno tenuto conto anche dei precedenti specifici attribuiti all'uomo, già noto per comportamenti analoghi.

Le misure cautelari dopo la denuncia a Marghera

L'uomo, infatti, era già noto alle forze dell'ordine per aver commesso episodi della stessa natura nei confronti di altre donne. Su esplicita richiesta dell'ultima vittima, il questore ha quindi formalmente disposto l'ammonimento per stalking. Successivamente, la misura è stata aggravata dall'autorità giudiziaria con l'applicazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei abitualmente frequentati, unitamente all'obbligo di indossare il braccialetto elettronico.

Questo dispositivo consente un monitoraggio costante, garantendo maggiore sicurezza alla vittima.

Il percorso dei provvedimenti ha seguito una duplice fase: inizialmente l'ammonimento da parte del questore, un atto amministrativo preventivo, cui ha fatto seguito l'intervento dell'autorità giudiziaria con una misura più stringente e di carattere cautelare. Il punto di partenza fondamentale per l'attivazione di tali misure è stata la denuncia presentata al commissariato di Marghera, nella quale la donna ha descritto con precisione le condotte ripetute di contatto, avvicinamento e controllo subite, tutte avvenute anche nei pressi della sua abitazione.

La procedura e la normativa dell'ammonimento

La disciplina dell'ammonimento per atti persecutori è chiaramente definita dall'articolo 8 del decreto-legge 23 febbraio 2009, n.

11. Questa normativa prevede che, prima che venga formalmente proposta una querela per i reati specifici di stalking, la persona offesa abbia la facoltà di esporre i fatti all'autorità di pubblica sicurezza. In tale contesto, la vittima può richiedere al questore l'emissione di un ammonimento nei confronti dell'autore delle condotte persecutorie.

La medesima disposizione legale stabilisce i passaggi che il questore deve seguire. Dopo aver acquisito, se ritenuto necessario, tutte le informazioni pertinenti dagli organi investigativi e aver ascoltato le persone informate dei fatti, il questore ha la facoltà di procedere con un ammonimento orale nei confronti del soggetto responsabile. Questa fase istruttoria è cruciale per valutare la fondatezza delle accuse e la necessità del provvedimento, mirando a prevenire ulteriori episodi di violenza e persecuzione.