La Polizia Scientifica di Roma effettuerà i rilievi nell’abitazione di via Paganini, a Terni, dove mercoledì 16 settembre 2026 è stato trovato morto l’ottantanovenne Carlo Scimmi. L’indagine della Procura di Terni mira a individuare impronte digitali e tracce biologiche.
Il fascicolo, aperto contro ignoti, ipotizza omicidio preterintenzionale e tentata truffa. L’ipotesi principale è il decesso per cause naturali durante un tentativo di frode, avvenuto dopo l’allontanamento del badante con un pretesto. L’esito dell’autopsia fornirà ulteriori indicazioni.
Il sopralluogo nell’appartamento
La squadra specializzata da Roma si concentrerà sull’appartamento dove Carlo Scimmi è stato rinvenuto senza vita. Gli investigatori focalizzano le analisi su impronte e tracce biologiche. Questi dati, uniti all’esame medico-legale, sono essenziali per ricostruire gli eventi del 16 settembre.
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Giovanna Fortunato, verte sul tentativo di truffa. Nel pomeriggio del 16 settembre, l’anziano aveva chiesto al badante sudamericano di recarsi alla caserma dei carabinieri di Orvieto, convinto che il figlio fosse in custodia. L’allarme è scattato poco dopo, e il figlio di Carlo Scimmi, avvisato dalle forze dell’ordine, ha ritrovato il corpo del padre.
Le ipotesi investigative
Tra gli elementi esaminati figura la truffa telefonica che avrebbe coinvolto Carlo Scimmi. Gli interlocutori, spacciandosi per finti carabinieri, gli avrebbero fatto credere che il figlio fosse in difficoltà. Non si esclude che l’anziano sia stato faccia a faccia con i truffatori sull’uscio di casa.
Il fascicolo contempla l’ipotesi di una breve colluttazione o di un malore improvviso. L’autopsia è determinante per chiarire le cause esatte del decesso e fornire risposte cruciali all’indagine.