Il vice presidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, ha formalmente sollecitato la prefetta Antonietta Orlando in merito all'allarmante e crescente diffusione dei cinghiali sul territorio provinciale. La comunicazione, datata 26 settembre 2026, mette in luce una situazione di emergenza che si è aggravata, con la presenza di questi animali che causa danni significativi all'agricoltura e alle proprietà, e rappresenta un rischio concreto per la pubblica incolumità, estendendosi pericolosamente anche all'interno dei centri abitati.

Ferranti ha richiesto un'urgente interlocuzione con la Regione Umbria per sbloccare e ottenere l'erogazione di fondi specifici già previsti a favore della Provincia. Tali risorse sono considerate indispensabili per finanziare e potenziare le attività di contenimento della specie, che sono affidate alla Polizia provinciale e alle squadre di selettori. Queste operazioni sono svolte sotto la gestione e la programmazione dell'amministrazione provinciale, agendo per conto della Regione, e sono fondamentali per mitigare il fenomeno.

L'appello alla prefetta e la questione dei fondi

Nella sua missiva, Ferranti ha richiamato l'attenzione sull'intesa raggiunta con la prefetta durante la riunione del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza, tenutasi il 24 settembre a Narni.

In quell'occasione, il vice presidente aveva già espresso la crescente preoccupazione per l'incremento costante della popolazione di cinghiali in tutti i comuni della provincia e la loro sempre più frequente incursione nelle aree urbane e periurbane.

Il vice presidente ha sottolineato con forza come la presenza degli ungulati "si inoltra fin dentro i centri abitati e che rappresenta un pericolo per l'incolumità pubblica", citando esplicitamente la minaccia che questi animali rappresentano per i cittadini e per la sicurezza stradale. Ha inoltre evidenziato l'inadeguatezza cronica delle risorse finora ricevute tramite una convenzione, quantificate in soli 20mila euro. Questa somma è stata giudicata nettamente insufficiente per attuare un'azione efficace e capillare di contenimento della specie, che continua inesorabilmente a proliferare sul territorio.

La Provincia di Terni ha ribadito con fermezza che il numero di animali e di branchi è in costante aumento, e che i problemi connessi a questa emergenza faunistica rimangono irrisolti, con ripercussioni negative sull'ambiente e sulla sicurezza. La lettera alla prefetta ha quindi l'obiettivo primario di accelerare un confronto decisivo con la Regione Umbria riguardo ai fondi destinati all'ente provinciale. L'amministrazione chiede con urgenza strumenti economici più robusti e adeguati per supportare e rafforzare le attività di controllo e gestione già delegate alla Polizia provinciale e ai selettori, essenziali per una risoluzione duratura della crisi.

Le precedenti istanze alla Regione

L'iniziativa intrapresa da Ferranti si inserisce in un contesto di precedenti e reiterate sollecitazioni.

Essa fa seguito, infatti, a una comunicazione analoga inviata dal presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi, che aveva già indirizzato una lettera all’assessora regionale per affrontare la medesima e persistente problematica legata alla gestione della fauna selvatica.