A Tor Sapienza, periferia est di Roma, la paura per lo spaccio è al centro di una denuncia pubblica dei residenti, rilanciata il 16 settembre 2026. Immagini e video diffusi sui social media mostrano persone tossicodipendenti in grave stato confusionale. Gli abitanti collegano queste scene di degrado a un aumento di microcriminalità, furti e danneggiamenti.
I residenti descrivono persone immobili, barcollanti o piegate per ore. La frase “Sono come zombie, si muovono lentamente o restano immobili e chinati per ore” sintetizza la percezione. Si segnalano furti (oggetti e benzina dalle auto) e danni a veicoli e abitazioni.
Le segnalazioni dei residenti
Marzo Muzi, rappresentante di commercio e residente, descrive Tor Sapienza come un quartiere segnato da microcriminalità e tossicodipendenza. La sua denuncia: “Tor Sapienza è diventato ormai un quartiere invivibile”. Muzi collega la situazione a nuove droghe (fentanyl) e a sostanze diffuse (crack, eroina, cocaina). Si segnalano anche atti di violenza contro persone, auto e case.
Cristiano Di Paolo, co-promotore del comitato Tor Sapienza sicura, ha messo in relazione le immagini locali con quelle dagli Stati Uniti sul fentanyl, viste sui social media. Il paragone si concentra sull'aspetto e sui movimenti delle persone riprese, pur precisando che non si tratta di un accertamento sanitario o investigativo sulla sostanza.
Il comitato e i controlli sul territorio
In risposta, è nato il comitato Tor Sapienza sicura. Gli abitanti organizzano passeggiate serali come presidio di osservazione, specificando non si tratti di ronde. L'obiettivo è monitorare le aree del quartiere con movimenti continui legati allo spaccio e le relative problematiche.