A Torino, un ventenne di origini egiziane, fermato con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di un dodicenne, ha confessato davanti agli investigatori. L'episodio è avvenuto venerdì scorso in un parco della periferia nord della città. L’uomo ha ammesso quanto raccontato dal minore, dichiarando di essere stato sotto l’effetto di stupefacenti.

Il giovane è stato fermato dalla Squadra mobile di Torino e dal commissariato Barriera Nizza. È un senza fissa dimora con precedenti. Era sottoposto all’obbligo di firma, ma non si era più presentato dal venerdì dell’episodio.

Il rintraccio e la dinamica

Gli agenti hanno rintracciato il ventenne visionando le telecamere di sorveglianza. L'inizio della vicenda è nel cortile delle case popolari dove vive il dodicenne. Il minore, adescato con la scusa di un giro in monopattino, è stato portato al parco dell’Arrivore, luogo della violenza contestata.

Nel procedimento, il giovane è accusato di violenza sessuale, aggravata dall’età della vittima. L’ammissione agli investigatori e il riferimento all’uso di stupefacenti sono elementi centrali emersi dopo il fermo.

Le indagini

Le indagini hanno coinvolto la Squadra mobile di Torino e il commissariato Barriera Nizza. Gli uffici hanno operato sul rintraccio e sulla raccolta di elementi, inclusa l’analisi delle immagini di videosorveglianza per l’identificazione.

La vicenda è stata registrata a Torino il 22 settembre 2026. Il fermato, un ventenne di origini egiziane e senza fissa dimora, aveva già l’obbligo di firma e non si era più presentato dal giorno della violenza contestata.