A Milano, la giornata del 29 settembre 2026 segna un momento significativo nella complessa vicenda giudiziaria della presunta maxi truffa legata a investimenti in lingotti d’oro. Cinque patteggiamenti, emersi dal primo filone dell'inchiesta, sono ora diventati definitivi. La Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura generale di Milano, che aveva contestato le decisioni precedenti. Questa indagine di vasta portata ha coinvolto la società Global Group Consulting e ha avuto un impatto su circa 2.400 risparmiatori, che avevano affidato i loro capitali con la promessa di rendimenti elevati.
Gli avvocati Cristiano Cominotto e Claudio Parisi, legali che rappresentano centinaia di risparmiatori coinvolti nel procedimento, hanno chiarito un punto cruciale per le parti civili. Hanno affermato che “da questo primo processo non arriverà alcun risarcimento”, sottolineando che il patteggiamento, “per sua natura, non decide sulle richieste di danno delle parti civili”. Questo significa che le vittime della truffa non potranno ottenere un indennizzo diretto da questa specifica sentenza.
L’inchiesta milanese era emersa con forza nel gennaio 2025, quando un’ordinanza di custodia cautelare aveva colpito sette persone e si erano proceduti a sequestri per un valore complessivo di quasi 23 milioni di euro.
Al centro delle investigazioni vi era la Global Group Consulting, una società che proponeva investimenti presentati come sicuri e collegati all'acquisto di lingotti d'oro, attirando un numero considerevole di investitori.
Il primo filone di questo articolato procedimento si era concluso davanti alla gip Rossana Mongiardo lo scorso 5 febbraio. In quell'occasione, erano stati accettati cinque patteggiamenti, con pene che oscillavano tra 2 anni e 11 mesi e 3 anni e 10 mesi di reclusione. Le accuse principali riguardavano i reati di associazione per delinquere e abusivismo finanziario, evidenziando la natura organizzata e illecita dell'attività.
La decisione della Cassazione e le condanne definitive
La Procura generale di Milano aveva inizialmente contestato la sentenza di primo grado, ritenendo che l’ammissione dei patteggiamenti fosse stata irregolare. Tuttavia, la Suprema Corte ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile, e ha fatto lo stesso con i ricorsi presentati da alcune delle parti civili. Questa decisione della Cassazione rende le condanne del primo filone dell'inchiesta definitive, chiudendo di fatto questa fase giudiziaria.
Nonostante la definitività delle condanne, i legali dei risparmiatori hanno precisato che questo passaggio non apre automaticamente la strada ai rimborsi all'interno di quel procedimento. La sentenza di patteggiamento, infatti, non ha la funzione di definire le richieste di risarcimento avanzate dalle parti civili, lasciando aperte altre vie per le vittime.
Le vie ancora aperte per i risarcimenti dei risparmiatori
Il quadro processuale complessivo non si esaurisce con le cinque condanne definitive. I difensori dei risparmiatori hanno infatti sottolineato che “resta aperto il processo contro Samuel Gatto e Stefania Conti Gallenti”. In questo specifico procedimento, che si svolge davanti al Tribunale di Milano, i risparmiatori sono regolarmente costituiti come parte civile, il che offre loro la possibilità di far valere le proprie pretese risarcitorie.
Inoltre, è stata evidenziata un'ulteriore possibilità per le vittime: quella di agire in sede civile contro i cinque soggetti già condannati. Il processo contro Samuel Gatto e Stefania Conti Gallenti è ancora nelle sue fasi iniziali, offrendo un percorso giudiziario alternativo per i risparmiatori che cercano di ottenere giustizia e recuperare i propri investimenti. La battaglia legale per le vittime della truffa sull'oro è dunque tutt'altro che conclusa.