La Francia ha recentemente comunicato alla Farnesina la propria disponibilità a trasferire all’Italia la documentazione relativa alla strage di Ustica. Questa importante nota riguarda anche specifici documenti del ministero della Difesa francese, che potrebbero fare riferimento a precedenti rogatorie della Procura di Roma. Le autorità francesi hanno inoltre espresso l’intenzione di assecondare eventuali ulteriori richieste che dovessero pervenire dall’Italia in merito al caso, aprendo a una nuova fase di collaborazione.

Il percorso della documentazione e le sue implicazioni

Il materiale indicato nella comunicazione copre un arco temporale significativo, estendendosi fino agli anni ’90. La Farnesina ha prontamente trasmesso l’incartamento, attraverso la Presidenza del Consiglio, al ministero della Giustizia, il quale lo ha poi inoltrato alla Procura di Roma. Questo passaggio istituzionale si inserisce nel più ampio procedimento sulla strage del 1980, evento che causò la morte di 81 persone.

Alla luce di questa disponibilità comunicata dalla Francia, i pm si preparerebbero a ritirare la richiesta di archiviazione del procedimento. Tale decisione potrebbe essere formalizzata nell’udienza fissata per il 30 settembre davanti al gip.

Il fulcro della questione rimane l’effettivo arrivo degli atti e la loro successiva trasmissione agli uffici competenti, dopo il percorso che li ha visti transitare dalla Farnesina alla Presidenza del Consiglio, quindi al ministero della Giustizia e, infine, alla Procura di Roma.

L’udienza chiave del 30 settembre

L’udienza del 30 settembre, fissata alle ore 10 presso il Tribunale di Roma, rappresenta un momento cruciale. Il procedimento verte sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e sulle diverse opposizioni alla chiusura dell’inchiesta. Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, ha ribadito con forza la richiesta di non archiviare il caso e di proseguire le indagini per giungere alla piena verità.

Nelle scorse settimane, anche l’Avvocatura dello Stato, agendo per conto del Governo, aveva già annunciato la propria opposizione alla richiesta di archiviazione.

La vicenda riaccende i riflettori sul tragico evento del 27 giugno 1980, quando il DC-9 Itavia, partito da Bologna con 81 persone a bordo, fu abbattuto nel cielo di Ustica. La documentazione che la Francia si è detta disponibile a trasferire all’Italia è strettamente collegata a questa strage e a precedenti rogatorie della Procura di Roma, con un arco documentale che si estende, come specificato, fino agli anni Novanta.