Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime di Ustica, ha espresso a Bologna, il 28 settembre 2026, profonda soddisfazione per la recente disponibilità della Francia a collaborare attivamente sul caso della strage di Ustica. Questa apertura, ha sottolineato Bonfietti, è un risultato diretto degli effetti prodotti dalla richiesta di non archiviazione del procedimento e, in particolare, della sollecitazione rivolta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni affinché intervenisse direttamente con il presidente francese Emmanuel Macron.

La presidente dell’associazione ha evidenziato come il prossimo passo cruciale sia l'analisi della documentazione che arriverà in Italia, un elemento chiave per il prosieguo delle indagini.

Bonfietti ha rimarcato con forza il ruolo determinante del governo italiano e il significativo coinvolgimento politico nella vicenda. “Avevamo chiesto a Meloni di parlare con Macron”, ha dichiarato, sottolineando come l'azione diplomatica e politica del governo abbia concretamente mostrato i suoi frutti. La presidente ha inoltre ribadito che la richiesta di non archiviazione, presentata dall'associazione stessa, si sta rivelando un fattore cruciale, in grado di imprimere una svolta al procedimento giudiziario in corso.

Questa sinergia tra l'impegno associativo e l'intervento istituzionale sta aprendo nuove prospettive per la verità sulla strage di Ustica.

La collaborazione francese e il flusso documentale

Nei giorni scorsi, l'ambasciata francese ha formalmente comunicato alla Farnesina la propria piena disponibilità a trasferire all'Italia l'intera documentazione pertinente alla strage di Ustica. Questo materiale include, in particolare, possibili atti provenienti dal ministero della Difesa francese, già oggetto di precedenti rogatorie da parte della Procura di Roma. Le autorità francesi hanno altresì garantito la loro apertura a rispondere prontamente a qualsiasi ulteriore richiesta che dovesse pervenire dall'Italia in merito al tragico evento.

Questa cooperazione rappresenta un passo significativo verso la piena trasparenza.

La documentazione in questione copre un arco temporale esteso, giungendo fino agli anni Novanta, e si preannuncia di fondamentale importanza per la ricostruzione dei fatti. La Farnesina, agendo tramite la Presidenza del Consiglio, ha già provveduto a trasmettere l'incartamento al ministero della Giustizia, il quale, a sua volta, lo ha inoltrato alla Procura di Roma. In virtù di questi nuovi sviluppi, i pubblici ministeri stanno valutando la possibilità di ritirare, durante l'udienza del 30 settembre davanti al giudice per le indagini preliminari, la richiesta di archiviazione del procedimento, aprendo così la strada a nuove indagini e approfondimenti.

Le aspettative dell'associazione dei familiari

La soddisfazione espressa da Bonfietti si lega strettamente a questo importante sviluppo: la concreta collaborazione francese e la prospettiva di una sospensione della richiesta di archiviazione. La presidente dell'associazione ha ribadito che questo risultato è il frutto diretto della richiesta avanzata a metà giugno alla presidente del Consiglio, con l'obiettivo specifico di stabilire un contatto politico di alto livello con il presidente Macron. L'associazione vede in questi progressi un segnale incoraggiante e una conferma dell'efficacia dell'azione congiunta, mantenendo alta l'attenzione sulla necessità di ottenere piena luce sulla verità di Ustica.