Un nuovo vertice investigativo si è tenuto nel pomeriggio del 14 settembre 2026, focalizzato sul complesso caso delle morti a Pietracatella. L'incontro, ospitato presso il Palazzo di Giustizia di Larino, ha fatto seguito a una precedente riunione svoltasi la settimana precedente nella Questura di Campobasso. Hanno preso parte al confronto figure chiave dell'inchiesta: la procuratrice Elvira Antonelli, il questore di Campobasso Domenico Farinacci e il capo della Squadra Mobile, Marco Graziano. Questa serie di incontri si inserisce nell'ampia attività investigativa volta a chiarire le circostanze delle morti per avvelenamento di Sara Di Vita e di sua madre, Antonella Di Ielsi, entrambe decedute tragicamente subito dopo le festività natalizie.

Durante il vertice di Larino, gli investigatori hanno probabilmente esaminato e fatto il punto sulla situazione attuale dell'indagine. Un aspetto centrale della discussione è stato l'analisi delle lunghe deposizioni raccolte negli ultimi tre giorni. Queste includevano le testimonianze delle due cugine di Gianni Di Vita e di una professoressa, amica stretta di quest'ultimo. Il confronto è servito anche a delineare le prossime strategie investigative e le azioni da intraprendere. Si prevede che nelle ore successive riprendano gli interrogatori di ulteriori persone informate sui fatti, che si svolgeranno presso la Questura di Campobasso, per acquisire nuovi elementi utili all'inchiesta.

Le attività investigative a Pietracatella e l'acquisizione dei dispositivi

Il quadro investigativo si arricchisce con un'altra importante fase: il ritorno delle forze dell'ordine nell'abitazione della famiglia Di Vita a Pietracatella. L'obiettivo è procedere al prelievo dei dispositivi elettronici appartenuti alle vittime, Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi. Questa operazione include l'acquisizione di cellulari, computer, tablet e chiavette USB, ritenuti potenzialmente cruciali per l'indagine. Il provvedimento è stato formalmente disposto dalla procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, che è la titolare dell'inchiesta per duplice omicidio premeditato. Le delicate operazioni sono state affidate al personale altamente specializzato della Polizia Scientifica, con l'esplicita indicazione di procedere con modalità che garantiscano la perfetta conservazione dello stato dei luoghi, tuttora sotto sequestro.

Per l'esecuzione del prelievo, i sigilli apposti all'abitazione verranno temporaneamente rimossi. Una volta acquisiti tutti i dispositivi elettronici sotto sequestro, i sigilli saranno immediatamente riapposti, ripristinando lo stato di conservazione della scena. È stato inoltre stabilito che tutte le fasi di queste operazioni saranno interamente filmate, per assicurare la massima trasparenza e documentazione. La Procura ha provveduto a notificare l'inizio delle attività, fissato per le ore 10, sia agli indagati – identificati in cinque medici – sia alle parti offese, rappresentate da cinque parenti delle due vittime. Tutte le parti coinvolte avranno la facoltà di assistere alle operazioni, ma con la limitazione di un solo rappresentante per ciascuna persona.

Sarà obbligatorio l'utilizzo di dispositivi di protezione individuale idonei a prevenire qualsiasi possibile contaminazione della scena, inclusi tute protettive ed equipaggiamento necessario, a garanzia dell'integrità delle prove.