Un uomo di 48 anni è stato arrestato a Vicenza dalla Squadra mobile della Questura con l'accusa di stalking nei confronti della sua ex compagna. L'intervento è avvenuto venerdì 12 settembre 2026. L'uomo è stato individuato sotto l'abitazione della donna, nonostante le sue reiterate richieste di allontanamento. Al momento dell'arresto, era in possesso di un dispositivo GPS.

Il dispositivo GPS rinvenuto è ritenuto dagli inquirenti uno strumento utilizzato per tracciare gli spostamenti della donna. Questo episodio si inserisce in un quadro di condotte persecutorie già denunciato dalla vittima, che includeva messaggi minacciosi e frequenti appostamenti sotto casa.

Il contesto delle persecuzioni

Le azioni persecutorie, come specificato nella denuncia, sarebbero iniziate dopo che la donna aveva intrapreso una nuova relazione sentimentale. Gli investigatori hanno raccolto elementi che descrivono un pattern di molestie e minacce, con l'ex compagno che si sarebbe ripetutamente presentato nei pressi dell'abitazione. Il ritrovamento del dispositivo GPS ha fornito un'ulteriore prova a supporto delle accuse.

A seguito dell'arresto, il 48enne è stato condotto presso il carcere di Vicenza, in attesa dell'udienza di convalida. Questo passaggio giudiziario verifica la legittimità del provvedimento. L'accusa principale è di atti persecutori, o stalking, ai danni dell'ex compagna.

La normativa sugli atti persecutori

Il reato di atti persecutori (articolo 612-bis del Codice penale italiano) punisce chi, con condotte reiterate, minaccia o molesta una persona causando grave ansia o paura, un fondato timore per l'incolumità propria o altrui, o costringendola a modificare le proprie abitudini di vita.

La pena prevista è la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi. La sanzione è aggravata se il reato è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato.