Un tredicenne è stato aggredito a scuola da un coetaneo nel corridoio di un istituto del Riminese, un episodio che il padre della vittima indica come il secondo in una settimana. Il ragazzo è stato trasportato all’ospedale di Rimini in seguito a due distinti episodi, avvenuti il 23 e il 30 settembre 2026. Nonostante la gravità percepita, gli accertamenti medici hanno escluso lesioni gravi in entrambi i casi.

Secondo il genitore, l’aggressore, anch’egli tredicenne, sarebbe già stato coinvolto in altri episodi di bullismo, sia nei confronti del figlio che di altri studenti.

Il padre ha anche menzionato situazioni che avrebbero riguardato professori della scuola. L’ultima aggressione, quella del 30 settembre, si è verificata durante un cambio dell’ora: i due ragazzi si sono incrociati nel corridoio e l’aggressore ha sferrato un pugno nello stomaco alla vittima.

I ricoveri in ospedale

Il ragazzo, la cui identità è protetta da un nome di fantasia, frequenta una scuola media nella zona del Riminese. Dopo il colpo ricevuto il 30 settembre, è stato immediatamente condotto all’ospedale di Rimini. Qui, un’ecografia ha fortunatamente escluso danni ai tessuti molli. Il padre ha raccontato che il figlio è stato colpito alla pancia mentre si recava a fare ginnastica, e che in seguito all’aggressione ha vomitato due volte ed è svenuto.

Il medico che lo ha visitato ha confermato che il ragazzo ha 'assorbito il colpo', senza conseguenze permanenti.

Il primo episodio di violenza, riferito dal padre, risale al 23 settembre 2026. Anche in quella circostanza, nel corridoio della scuola, il tredicenne sarebbe stato colpito al costato sinistro con un pugno. A seguito di questo colpo, il ragazzo avrebbe manifestato difficoltà respiratorie, avrebbe vomitato e riportato un ematoma. Dopo il primo accesso in ospedale, gli era stata assegnata una prognosi di due giorni, con l’indicazione di mantenere riposo per una settimana. Tuttavia, il padre ha ritenuto necessario riportare il figlio in ospedale a causa del persistente dolore.

La denuncia del padre e il dialogo con la scuola

Il genitore ha manifestato la ferma intenzione di rivolgersi ai Carabinieri per presentare una denuncia formale. Ha inoltre espresso la volontà di chiedere l’allontanamento del ragazzo indicato come aggressore dalla scuola. Il padre ha riferito di aver già avuto un colloquio con la dirigente scolastica, la quale, secondo il suo racconto, si sarebbe interessata al caso.