Un 21enne è stato arrestato a Montopoli in Val d'Arno, in provincia di Pisa, in esecuzione di un ordine di carcerazione. Il giovane è stato condannato in via definitiva a cinque anni e quattro mesi di reclusione per reati connessi alla pedopornografia minorile. I fatti contestati, che hanno coinvolto minorenni adescate sui social network, sono stati commessi tra agosto e dicembre 2023 nelle province di Foggia e Ravenna. L'arresto è avvenuto il 30 settembre, e il condannato è stato trasferito nel carcere di Pisa.

Il provvedimento di carcerazione fa seguito a una condanna divenuta definitiva nei giorni scorsi.

Il 21enne, che era già sottoposto agli arresti domiciliari dal 2024, utilizzava i social network per adescare minorenni. La sua strategia prevedeva di minacciare le vittime di alterare e diffondere in rete le loro foto profilo qualora non avessero inviato foto e video a sfondo sessuale. Questo schema di ricatto online ha portato alla sua condanna per i gravi reati ascrittigli.

L'esecuzione dell'ordine di carcerazione

L'arresto è stato eseguito nella mattinata del 30 settembre dai carabinieri della stazione di San Romano, nel territorio di Montopoli in Val d'Arno. L'ordine di carcerazione, che ha dato il via all'operazione, era stato emesso il 28 settembre dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Firenze.

La notifica del provvedimento al 21enne ha formalizzato la sua condanna definitiva a cinque anni e quattro mesi di reclusione per i reati di pedopornografia minorile.

Dopo l'espletamento delle formalità di rito, e su disposizione del sostituto procuratore di turno, l'arrestato è stato accompagnato presso la Casa circondariale di Pisa. Questo trasferimento in carcere segna la conclusione del periodo in cui il giovane era già sottoposto agli arresti domiciliari dal 2024, dando piena attuazione alla sentenza definitiva e all'ordine di carcerazione.

Le accuse: adescamento e ricatto sui social

Le condotte contestate al 21enne si riferiscono all'utilizzo sistematico dei social network come strumento per entrare in contatto con ragazze minorenni.

Il meccanismo descritto dalle indagini evidenzia un chiaro schema di adescamento online e successive minacce rivolte alle vittime. Il giovane, infatti, minacciava esplicitamente di alterare e diffondere in rete le foto profilo delle minorenni, esigendo in cambio l'invio di materiale a sfondo sessuale.

I reati, classificati come connessi alla pedopornografia minorile, si sono verificati in un arco temporale compreso tra agosto e dicembre 2023. Le province italiane interessate da questi gravi episodi sono state Foggia e Ravenna, luoghi dove le vittime sono state adescate e ricattate attraverso la rete.