Si è conclusa con successo nel Lazio l’operazione “Mare e Laghi Sicuri 2026”, la significativa campagna estiva condotta dalla Guardia Costiera. L'iniziativa, promossa e coordinata dalla Direzione Marittima del Lazio, si è svolta nel periodo compreso tra il 16 giugno e il 20 settembre, focalizzandosi su aspetti cruciali per la sicurezza e la tutela del territorio. Le attività principali hanno riguardato la sicurezza della navigazione e della balneazione, la salvaguardia dell’ambiente marino e la corretta fruizione del demanio marittimo. L'ampio raggio d'azione ha coperto i 360 chilometri di costa di competenza e un'area marittima di responsabilità che si estende per ben 20.000 chilometri quadrati.
Il bilancio dettagliato di questa operazione è stato reso noto a Roma il 2 ottobre 2026, evidenziando i risultati raggiunti.
Durante i mesi estivi della campagna, la Guardia Costiera ha intensificato la propria presenza e i propri controlli sul territorio. Complessivamente, sono stati effettuati ben 18.000 controlli, un dato che ha segnato un notevole incremento rispetto ai 11.500 registrati nella stagione estiva del 2025. Questo aumento ha rappresentato una crescita di circa il 56% nell'attività ispettiva. Nonostante l'incremento delle verifiche, il numero delle violazioni riscontrate è rimasto sostanzialmente stabile, suggerendo una maggiore consapevolezza o un miglioramento complessivo. La capillare presenza operativa è stata garantita attraverso l'istituzione di 17 presidi permanenti, affiancati da tre presidi estivi temporanei strategicamente attivati nelle località di Tarquinia, Rio Martino e Sperlonga.
L'intero dispositivo di controllo ha interessato in modo esteso l'intero litorale laziale e, nell'ambito del presidio operativo regionale, ha incluso anche le aree insulari collegate all’Arcipelago Pontino, garantendo una copertura completa.
Controlli sul demanio marittimo e arenili restituiti alla collettività
Una componente fondamentale dell'operazione si è concentrata sulla tutela del demanio marittimo e sul contrasto efficace al fenomeno del pre-posizionamento abusivo delle attrezzature balneari. Questa pratica illecita consiste nell'occupazione anticipata degli arenili, spesso già dalle prime ore del mattino, con ombrelloni, lettini e altre attrezzature, anche in aree che dovrebbero essere liberamente accessibili alla collettività.
Grazie all'intensa attività di vigilanza e intervento, il bilancio dell'operazione ha registrato un risultato significativo: ben 23.400 metri quadrati di arenile sono stati restituiti alla libera fruizione della collettività. Le verifiche più approfondite e gli interventi più incisivi hanno interessato in particolare i territori costieri di Gaeta, Formia, Sperlonga e Fondi, estendendosi fino a Terracina e Anzio, dove il fenomeno dell'occupazione abusiva era risultato, in precedenza, maggiormente significativo e diffuso.
Parallelamente, un'attenzione specifica è stata dedicata al controllo degli stabilimenti balneari presenti lungo il litorale. Sono stati eseguiti 1.981 controlli dettagliati su un totale di 497 strutture.
I dati diffusi hanno evidenziato che 121 stabilimenti sono stati sanzionati per diverse irregolarità, mentre, in base alle statistiche, circa tre strutture su quattro sono risultate in regola, dimostrando un buon livello di conformità generale. Le principali irregolarità riscontrate hanno riguardato l'introduzione di innovazioni non autorizzate e, in un numero più circoscritto di casi, la presenza di abusi edilizi e paesaggistici, o carenze nelle dotazioni di sicurezza obbligatorie. L’attività di vigilanza ha incluso anche un monitoraggio costante della fascia di mare riservata esclusivamente alla balneazione, per garantire la sicurezza dei bagnanti e il rispetto delle normative vigenti.