Mena Istafanous, 26 anni, è stato rinvenuto senza vita nella sua cella in carcere, dove si sarebbe impiccato poco dopo le ore 20. Il giovane era stato arrestato in seguito a una violenta aggressione e al ferimento di tre persone a lui sconosciute, episodi avvenuti in un distributore di benzina a Reggio Emilia. La notizia del decesso è stata diffusa il 3 ottobre 2026. Istafanous, prima del suo arresto, risultava essere in cura presso un Centro di salute mentale.

L'episodio che aveva condotto Istafanous in detenzione si era verificato in un'area di servizio della città emiliana.

Il 26enne aveva dapprima colpito una donna con un cacciavite, per poi investire con la propria auto altre due persone che erano intervenute nel tentativo di fermarlo. L'arresto era avvenuto nel giro di un'ora dall'accaduto. La ricostruzione dei fatti ha chiaramente collegato il suo fermo all'aggressione compiuta contro individui che non conosceva.

La dinamica dell’aggressione a Reggio Emilia

La violenta aggressione si è consumata presso il distributore di benzina situato in via Martiri di Cervarolo a Reggio Emilia. La vittima colpita con il cacciavite era una donna di 66 anni che si trovava nell'area di servizio. In suo soccorso erano prontamente intervenuti un uomo di 49 anni e una donna di 24 anni.

Dopo il primo ferimento, Istafanous aveva travolto con l'auto anche queste due persone accorse per prestare aiuto. Tutti e tre i feriti erano stati trasportati d'urgenza in ospedale e, al 28 settembre 2026, le loro condizioni non erano considerate in pericolo di vita.

Il fermo del giovane era stato eseguito dalla polizia circa un'ora dopo l'aggressione. Il 26enne era stato rintracciato in uno stato confusionale nelle vicinanze dell'abitazione dove risiedeva con la sua famiglia. Le informazioni disponibili hanno confermato che le vittime non avevano alcun legame di conoscenza con Istafanous. È stato inoltre rilevato che l'area dell'aggressione si trovava a pochi metri dal carcere, un dettaglio significativo nella ricostruzione del contesto in cui si sono svolti gli eventi.

Il contesto sanitario e la detenzione

Un elemento rilevante emerso nella ricostruzione dei fatti riguarda il percorso di cura di Mena Istafanous presso il Centro di salute mentale. Il giovane era infatti seguito dal servizio cittadino, e il riferimento a tale struttura ha accompagnato la notizia della sua morte in cella. Questa condizione era già collegata al 26enne prima del suo decesso, fornendo un contesto al nucleo della vicenda: l'arresto avvenuto dopo la violenta aggressione al distributore e la successiva morte in carcere. La morte è avvenuta nella cella in cui Istafanous era detenuto, ponendo fine alla sua vicenda giudiziaria e personale.