L'indagine sull'arresto di un diciannovenne nel Pavese, trovato in possesso di armi da fuoco e materiale neonazista, si sta concentrando anche su una specifica chat WhatsApp scolastica. Il gruppo, denominato 2B, contava ben 68 membri. All'interno del decreto di perquisizione sono emersi messaggi razzisti, chiari riferimenti alla violenza e contenuti esplicitamente riconducibili all'estrema destra radicale.
Gli investigatori hanno individuato in questa chat conversazioni caratterizzate da espressioni discriminatorie e richiami a ideologie estremiste.
Gli accertamenti su questo gruppo sono partiti dall'analisi di un dispositivo elettronico sequestrato a un altro giovane, arrestato lo scorso aprile nell'ambito di un'inchiesta parallela incentrata sulla chat denominata Terza Posizione. Il collegamento, come indicato dagli atti, riguarda quindi il percorso investigativo che ha condotto ad esaminare approfonditamente anche la chat scolastica.
La chat 2B al centro dell'indagine
La chat 2B, menzionata nel decreto di perquisizione, era un gruppo di scuola con 68 partecipanti attivi. Il materiale esaminato dagli investigatori ha rivelato messaggi con contenuti fortemente razzisti e richiami diretti alla violenza, oltre a riferimenti a ideologie proprie dell'estrema destra radicale.
La presenza di questo gruppo WhatsApp è entrata a far parte dell'indagine in seguito agli approfondimenti condotti sul dispositivo sequestrato nella precedente inchiesta, quella legata alla chat Terza Posizione.
Il fulcro dell'intera vicenda rimane l'arresto del diciannovenne residente nel Pavese, il quale è stato trovato in possesso di armi da fuoco e materiale neonazista. Il giovane è attualmente indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Gli atti investigativi collegano l'accertamento sui contenuti della chat scolastica alla più ampia attività investigativa svolta sui dispositivi e sui profili esaminati dagli agenti, delineando un quadro preoccupante.
Armi e materiale sequestrato nella perquisizione
Durante la perquisizione, eseguita il 14 ottobre 2026, sono state rinvenute diverse armi da fuoco. Nello specifico, si tratta di una pistola Fn Herstal modello 1906 calibro 6.35, una seconda pistola Fn Herstal modello 1910 e un fucile automatico Marocchi modello SM66 calibro 9 Flobert. Gli agenti hanno inoltre proceduto al sequestro di armi bianche e altri oggetti atti a offendere, tra cui due sciabole, svariati coltelli, pugnali, un tirapugni, un'ascia, un martello, un manganello e una pistola giocattolo priva del tappo rosso di sicurezza.