Un uomo di 60 anni, residente nella provincia di Avellino, è stato arrestato il 2 ottobre 2026 con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una ragazza di 23 anni. Il provvedimento, che ha disposto gli arresti domiciliari, è giunto su indicazione del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del tribunale di Avellino, a seguito di indagini condotte dai Carabinieri e coordinate dalla Procura. La vicenda è emersa grazie alla denuncia presentata dalla giovane vittima, che ha trovato sostegno e supporto presso un centro antiviolenza.

La ragazza si era rivolta al 60enne nel mese di agosto, attratta dalla sua presentazione come guaritore, capace di offrire presunte terapie per la guarigione sia fisica che spirituale.

Gli incontri, ricostruiti meticolosamente dagli investigatori, si svolgevano nell’abitazione dell’uomo, situata nel Rione Parco di Avellino. È in questo contesto che, secondo l’accusa, si sarebbero consumati gli abusi sessuali ai danni della 23enne, approfittando della sua condizione di fragilità emotiva.

Le gravi accuse: violenza, minacce e molestie

Il quadro accusatorio a carico del 60enne è particolarmente grave e include, oltre all'ipotesi di violenza sessuale, anche contestazioni per minacce e molestie. La giovane vittima, nel tentativo di interrompere la frequentazione con l'uomo, avrebbe ricevuto pesanti intimidazioni. Tra queste, la minaccia di diffusione di registrazioni degli incontri e frasi esplicite come: “Se non stai con me, la tua vita diventerà un inferno”.

Le indagini hanno rivelato ulteriori dettagli inquietanti. Durante uno degli episodi avvenuti ad agosto, la ragazza sarebbe stata invitata a casa per una seduta di quella che veniva presentata come una terapia fisica e spirituale, per poi essere indotta a subire atti sessuali. In un’altra circostanza, a distanza di pochi giorni, l’uomo avrebbe mostrato una pistola presente nel comodino e avrebbe persino menzionato il suicidio qualora la giovane non avesse assecondato le sue richieste, esercitando una pressione psicologica fortissima.

Il coraggio della denuncia e il ruolo fondamentale del centro antiviolenza

La decisione di denunciare i fatti è maturata dopo che la vittima ha cercato e trovato aiuto presso un centro antiviolenza attivo in Irpinia.

Il supporto e l'assistenza ricevuti dal centro sono stati cruciali per consentire alla ragazza di formalizzare la denuncia, superando la paura e il timore. La giovane, che lavora come barista in un locale del capoluogo irpino, ha così trovato la forza di rompere il silenzio.

Le minacce e le molestie contestate al 60enne hanno avuto un impatto profondo sulla persona offesa, generando in lei uno stato di profonda paura e un costante timore per la propria incolumità. Questa situazione l'avrebbe portata a modificare significativamente le proprie abitudini di vita, alterando la sua quotidianità e la sua libertà di movimento a causa del terrore subito.