La Corte d’appello di Perugia ha pronunciato due significative assoluzioni in secondo grado, nella stessa mattinata, a favore dell’ex sindaco di Norcia, Nicola Alemanno. I procedimenti giudiziari erano strettamente connessi alle opere e agli interventi realizzati nel delicato periodo successivo al devastante terremoto che nel 2016 colpì la città umbra. Le decisioni della Corte hanno riguardato due vicende chiave della fase post-sisma: la cosiddetta “casa Ancarano” e la costruzione del “centro Boeri”.
Nel dettaglio, per la vicenda della casa Ancarano, Alemanno era stato condannato in primo grado.
In appello, è giunta una piena assoluzione dalle accuse di violazione delle norme urbanistiche e antisismiche, oltre al reato di falso. Per quanto concerne il centro Boeri, la Corte ha respinto l’appello presentato dal pubblico ministero, confermando così l’assoluzione già pronunciata. In entrambi i casi, i giudici hanno accolto le richieste avanzate dal difensore dell’ex sindaco, l’avvocato Massimo Marcucci.
Le sentenze sui progetti post-sisma
Il primo procedimento verteva sulla casa Ancarano e sulle contestazioni relative a presunte irregolarità nelle norme urbanistiche e antisismiche, unitamente all’accusa di falso. La sentenza di secondo grado ha integralmente ribaltato l’esito della condanna di primo grado, culminando in una completa assoluzione per Nicola Alemanno.
Il secondo procedimento riguardava la realizzazione del centro Boeri. In questa circostanza, la Corte d’appello ha rigettato l’impugnazione del pubblico ministero, che aveva tentato di contestare l’assoluzione già ottenuta. L’esito ha dunque confermato la posizione favorevole all’ex primo cittadino anche in merito a questa complessa vicenda. Entrambe le pronunce sono state emesse nella medesima mattinata, evidenziando una chiara direzione giudiziaria.
Le dichiarazioni della difesa e dell'ex primo cittadino
L’avvocato Massimo Marcucci, difensore di Alemanno, ha posto l'accento sul lungo lasso di tempo trascorso dai fatti contestati, sottolineando che “sono passati nove anni dai fatti”. Il legale ha inoltre evidenziato le ripercussioni politiche subite dal suo assistito, dichiarando: “Il mio cliente non è più sindaco e, politicamente, ha perso tutto”.
Dal canto suo, Nicola Alemanno ha fermamente rivendicato la correttezza del proprio operato, ribadendo di aver sempre agito nell’esclusivo interesse della comunità di Norcia, duramente colpita dal sisma. La sua posizione si inserisce nel più ampio contesto dei procedimenti giudiziari relativi alle opere di ricostruzione post-terremoto, con un focus sugli interventi cruciali realizzati nella città dopo il disastro del 2016.