Il 14 ottobre 2026, nell'ambito del processo Hydra, il collaboratore di giustizia Francesco Bellusci ha fornito in aula una testimonianza significativa, rivelando un presunto episodio avvenuto nel 2017. Secondo le sue dichiarazioni, il sindaco di Buscate, un comune situato nel Milanese, si sarebbe rivolto alla 'ndrangheta per affrontare e risolvere un caso di occupazione abusiva di un appartamento. All'epoca dei fatti, Fabio Merlotti, il primo cittadino in questione e attualmente non indagato, era al suo primo mandato amministrativo. La prassi ordinaria, che prevedeva l'intervento delle forze dell'ordine per allontanare la famiglia occupante, non sarebbe stata seguita.
Bellusci ha illustrato tale episodio mentre rispondeva alle domande della pubblica ministero, incentrate sui suoi rapporti con Giuseppe Greco. Greco, che all'epoca non ricopriva incarichi politici, è oggi consigliere di maggioranza nel Comune di Buscate, si è da poco autosospeso e non risulta indagato. La circostanza descritta in aula è stata definita inedita e richiederà, come di consueto, opportuni riscontri investigativi.
La presunta richiesta del sindaco e il ruolo di intermediario di Greco
Nel racconto dettagliato fornito dal pentito, Giuseppe Greco avrebbe assunto un ruolo chiave come intermediario tra la sfera politica locale e le famiglie criminali che detenevano il controllo del territorio tra Lonate Pozzolo e Legnano.
Su presunta sollecitazione del sindaco, Greco si sarebbe recato da Giacomo Cristello con la richiesta di intervenire per risolvere l'occupazione abusiva di un alloggio popolare da parte della famiglia Barletta, anch'essa identificata come di origine calabrese.
Bellusci ha ulteriormente chiarito il contesto della richiesta, affermando che il primo cittadino avrebbe manifestato paura e sarebbe stato oggetto di minacce. La questione, inoltre, si sarebbe protratta per un certo periodo, anche a causa del fatto che i Barletta erano considerati "compaesani". Nel quadro del processo Hydra, Francesco Bellusci è collocato nell'orbita della locale di Legnano. Giacomo Cristello, invece, è descritto come una figura influente nella medesima area, residente a Buscate e titolare di un bar situato nella piazza principale del paese, proprio di fronte al palazzo comunale.
L'incontro nella casa comunale e le presunte pressioni
La vicenda avrebbe avuto un momento cruciale con un incontro che si sarebbe svolto direttamente "nella casa comunale". A questo presero parte Francesco Bellusci, Giacomo Cristello, il titolare del bar nella piazza principale del paese, e Giuseppe Greco. Durante l'incontro, Cristello avrebbe pronunciato una battuta riguardante la festa della birra di Buscate, un evento molto popolare nella zona, collegandola apertamente alla possibilità di ottenere uno stand che gli avrebbe garantito introiti significativi.
Di fronte alle difficoltà e alle preoccupazioni espresse dal primo cittadino, Cristello avrebbe replicato con una frase dal tono inequivocabilmente minaccioso: "sennò veniamo a fare casino lì". La festa,