Gli studenti del liceo scientifico Alberti di Cagliari hanno animato una protesta nella mattinata del 12 ottobre 2026, focalizzando l'attenzione su due urgenti richieste: l'immediata necessità di interventi strutturali sull'edificio di viale Colombo e la ferma volontà di trasformare l'istituto in un liceo scientifico a indirizzo sportivo. La mobilitazione evidenzia una situazione critica della sede, caratterizzata da ben cinque aule inagibili, la presenza di crepe in diverse sezioni della struttura e spazi complessivamente ritenuti non idonei a garantire una piena e serena attività didattica.

Questa iniziativa dell'Alberti si inserisce in un periodo di fermento per il mondo scolastico cagliaritano, segnato da altre proteste studentesche che hanno denunciato la presenza di topi e blatte, oltre a condizioni edilizie precarie, tra cui bagni non utilizzabili, muffa nelle palestre e infissi danneggiati. Tuttavia, gli studenti dell'Alberti hanno voluto distinguere la propria mobilitazione, sottolineando come la loro azione sia primariamente legata al futuro dell'istituto e alla valorizzazione della sua peculiare vicinanza al mare.

Il futuro sportivo e le richieste strutturali

Il rappresentante d'istituto, Cristian Concas, ha chiaramente espresso l'obiettivo di istituire un liceo scientifico sportivo che integri in modo specifico le discipline acquatiche.

Questa visione è indissolubilmente legata alla richiesta di interventi strutturali urgenti e al netto rifiuto di un eventuale trasferimento della sede lontano dal litorale. "Che senso ha trasferirci lontano dal mare?", ha dichiarato Concas, evidenziando il valore strategico della posizione attuale.

La proposta di introdurre l'indirizzo sportivo, con un focus su attività come gli sport acquatici e la vela, ha già ricevuto l'approvazione del Consiglio d'Istituto. Questo progetto è stato definito come un'opportunità unica per "valorizzare la vicinanza della scuola al mare", trasformando un elemento geografico in un punto di forza didattico e formativo.

La protesta, annunciata per la fascia oraria dalle 8:10 alle 10:00 nella pineta adiacente alla struttura di viale Colombo, ha ribadito con forza l'esigenza di interventi concreti e rapidi sulla sede centrale.

I rappresentanti d'istituto, Cristian Concas e Alessandro Ferro, hanno sottolineato come le attuali condizioni dell'edificio rendano indispensabile una programmazione stabile di lavori e investimenti. Un passo fondamentale in questa direzione è il recupero degli ambienti non utilizzabili, a partire dalle cinque aule attualmente inagibili.

Aule inagibili e la questione della concessione

Gli studenti hanno denunciato con preoccupazione la persistenza di crepe in diverse parti dell'edificio e la perdurante inagibilità di cinque aule. La loro principale preoccupazione riguarda i tempi di avvio e la certezza dei lavori di ristrutturazione. L'edificio, di proprietà dell'Autorità Portuale, necessita di una concessione stabile, idealmente decennale, per permettere una pianificazione a lungo termine degli investimenti e garantire la continuità didattica in una sede adeguata.

La comunità scolastica sta attivamente lavorando per ottenere questa concessione, considerandola cruciale per poter programmare non solo la ristrutturazione ma anche lo sviluppo futuro dell'istituto. Gli studenti chiedono risposte chiare, impegni verificabili e un cronoprogramma preciso per l'esecuzione dei lavori, affinché le promesse si traducano in azioni concrete e tempestive per il loro futuro formativo.