Una rissa tra detenuti è scoppiata il 2 ottobre 2026 nel carcere di Lecce. Il Sappe (Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria) ha denunciato l'episodio: un agente accerchiato, reclusi armati di bastoni rudimentali. I fatti sono iniziati intorno alle 13:30, quando un gruppo di detenuti della terza sezione ha costretto un solo agente a consegnare le chiavi. Ottenute, si sono diretti verso il cortile della seconda sezione, dove è esplosa una rissa tra gruppi contrapposti, identificati come clan baresi Strisciuglio e Capriati. L'agente ha lanciato l'allarme via radio; l'intervento degli operatori ha sedato i disordini.

Accertamenti in corso.

Ricostruzione Sappe

Il sindacato ha collegato l'episodio a contrasti per il controllo di traffici illeciti (sostanze stupefacenti, dispositivi telefonici, anche tramite droni). La sequenza è iniziata nel reparto R1 durante l'accesso ai passeggi, con un solo agente presente; i detenuti armati si sono spostati verso il cortile della seconda sezione per lo scontro con i gruppi avversi.

Carenze e sovraffollamento

Federico Pilagatti, segretario nazionale del Sappe, ha denunciato una situazione critica per il personale di Polizia penitenziaria. Il carcere di Lecce ospita circa 1500 detenuti a fronte di 800 posti, e lamenta una carenza di personale di almeno 300 unità. Pilagatti ha chiesto interventi immediati: "Oggi poteva scapparci il morto".

Richieste del sindacato

Il Sappe ha formulato precise richieste: sfollamento urgente di almeno 400 detenuti dal carcere di Lecce e invio straordinario di almeno 100 unità di personale di Polizia penitenziaria. Misure indispensabili contro sovraffollamento e carenza di organico.