Gli studenti dell’istituto superiore Ugo Mursia di Carini hanno inscenato una protesta nella mattinata del 7 ottobre 2026, radunandosi davanti al plesso del liceo scientifico. La mobilitazione è scaturita da una serie di gravi problematiche che, a detta degli alunni, rendono insostenibile il normale svolgimento delle attività didattiche. Al centro delle denunce vi è la presenza di topi a scuola, unitamente a condizioni igienico-sanitarie e strutturali ritenute ampiamente inadeguate. La manifestazione ha inoltre posto l'accento sulla contestata gestione degli spazi interni e sulla recente riorganizzazione delle pause durante la giornata scolastica.

Le gravi criticità: igiene e sovraffollamento strutturale

La situazione igienica è stata descritta dagli studenti con toni allarmati, che hanno esplicitamente denunciato la presenza di roditori all'interno degli ambienti scolastici. A questa grave problematica si aggiunge il tema del sovraffollamento, una questione che incide profondamente sulla qualità dell'offerta formativa. Per poter accogliere l'elevato numero di iscritti, infatti, presso la sede dello Scientifico, spazi vitali come i laboratori e la palestra sarebbero stati sacrificati e trasformati in aule. Questa riconversione ha comportato una drastica riduzione delle attività didattiche pratiche e sportive, privando gli studenti di opportunità formative essenziali.

Gli alunni lamentano di essere stati di fatto esclusi dalla praticità dello studio e dalla possibilità di svolgere attività sportive, poiché la struttura scolastica non sarebbe più in grado di contenere adeguatamente le esigenze di tutti.

La contestazione sulla gestione delle pause e degli intervalli

Un altro punto cruciale della protesta riguarda la nuova organizzazione della ricreazione. Gli studenti hanno fermamente contestato la decisione di sostituire l'unico intervallo di venti minuti, che in precedenza consentiva loro di trascorrere del tempo all'aria aperta nel cortile della sede centrale e negli spazi esterni delle succursali. Questa pausa è stata rimpiazzata da due brevi interruzioni da dieci minuti ciascuna, da svolgere obbligatoriamente all'interno della classe.

A giudizio degli studenti, tale modifica impedisce di fatto di muoversi liberamente e di uscire dagli ambienti chiusi durante le ore di lezione, compromettendo momenti essenziali di distensione, socializzazione e recupero delle energie.

L'intervento del Sindaco e le prospettive future

Nella stessa mattinata in cui si è svolta la protesta, il sindaco di Carini, Rosa Covello, ha incontrato gli studenti e il preside dell'istituto per un confronto diretto sulle istanze sollevate. Il sindaco ha prontamente riferito di aver inoltrato le richieste degli studenti alla dirigenza scolastica. Per quanto concerne la questione della ricreazione, ha spiegato che, al momento, non vi sono margini di intervento immediato, in quanto la decisione è stata assunta dal vertice scolastico per precise motivazioni di sicurezza e responsabilità.

Riguardo alle condizioni igienico-sanitarie, il sindaco Covello ha richiamato le competenze dirette del Comune, assicurando il massimo impegno personale: "farò il possibile per migliorare la vita degli studenti". Ha inoltre annunciato l'intenzione di richiedere un intervento congiunto alla Città Metropolitana per affrontare in modo risolutivo le problematiche strutturali e igieniche evidenziate dalla comunità studentesca.