È stato rintracciato e arrestato in Spagna Enrico Iale, latitante da circa due anni e mezzo e condannato per una lunga serie di reati. L’operazione, coordinata dalla Procura di Napoli, ha portato alla cattura di un rapinatore seriale che, nel 2022, aveva tentato di sparare alle forze dell’ordine durante un’azione volta alla sua cattura, in seguito a uno dei suoi colpi. La notizia è stata diffusa a Napoli il 15 ottobre 2026, evidenziando il successo dell’attività investigativa congiunta tra autorità italiane e spagnole.

All’operazione hanno preso parte attivamente la Polizia di Stato, con il supporto di Enfast Italia, del Servizio per la Collaborazione Internazionale di Polizia e del Grupo Localizacion della Udyco della Comisaria General Policia Judical della Policia Nacional di Madrid.

L'individuazione del condannato in territorio spagnolo è avvenuta grazie agli approfonditi accertamenti delegati alla Sezione Catturandi della Squadra Mobile di Napoli, che ha lavorato incessantemente per localizzare il fuggitivo.

Il provvedimento giudiziario e i reati contestati

Iale era destinatario di un ordine di esecuzione per pene concorrenti, un provvedimento che sintetizza la gravità dei reati a lui imputati. Tra questi figurano la detenzione e il porto abusivi di armi, l’associazione per delinquere, la rapina aggravata, la ricettazione e la resistenza a pubblico ufficiale. L’arresto pone fine a una fase di ricerca internazionale del condannato, durata oltre due anni e mezzo, avviata proprio a seguito della sua latitanza.

Il suo profilo giudiziario è caratterizzato da numerosi episodi e diverse fattispecie di reato. Un elemento particolarmente significativo è il tentativo, risalente al 2022, di aprire il fuoco contro gli agenti durante un intervento finalizzato alla sua cattura, avvenuto dopo una rapina. Questa complessa operazione ha richiesto un’intensa collaborazione tra le strutture investigative napoletane e i canali di cooperazione internazionale attivati con le autorità spagnole, dimostrando l’efficacia della sinergia tra le forze di polizia europee.

I legami con la banda di Vincenzo Esposito e il “Salvator Mundi”

Le indagini hanno rivelato che Enrico Iale faceva parte della banda capeggiata da Vincenzo Esposito, noto anche con l’alias “o' francese”.

Esposito è descritto come un individuo con una notevole abilità nei travestimenti ed è ritenuto coinvolto nel furto e nella ricettazione del celebre dipinto riproducente l’icona del Cristo Benedicente, universalmente conosciuto come “Salvator Mundi”. Quest'opera, attribuita alla Scuola di Leonardo da Vinci e risalente al XVI secolo, era stata sottratta dalla Basilica di San Domenico Maggiore di Napoli. Il dipinto, di inestimabile valore storico e artistico, è stato successivamente recuperato dalle autorità.