La mobilitazione dei docenti in Trentino si estende a un numero crescente di scuole, sulla scia della protesta nata in Alto Adige. Al centro della rivendicazione ci sono il riconoscimento sociale ed economico della professione e il miglioramento della qualità dell'istruzione. A sostegno degli insegnanti si stanno schierando anche gli studenti: un gruppo del liceo Da Vinci di Trento ha iniziato a diffondere un messaggio di solidarietà al movimento "Istruzione di Qualità Trentino", che in poche settimane ha superato i duemila iscritti.
Gli studenti del Da Vinci: "Dobbiamo stare dalla loro parte"
Gli studenti del liceo trentino hanno espresso il proprio sostegno ai docenti, riconoscendo le ragioni della protesta nonostante le conseguenze sulle attività scolastiche, in particolare sulle gite.
"Mettiamoci nei loro panni: al posto loro faremmo la stessa cosa", scrivono nel messaggio diffuso in queste ore.
Gli studenti riconoscono che la sospensione delle attività extra-didattiche sta avendo ripercussioni anche su di loro, ma invitano a considerare le ragioni alla base della mobilitazione.
"I docenti non hanno colpa del blocco; stanno lottando per un diritto fondamentale", sottolineano.
Allo stesso tempo, evidenziano le conseguenze della protesta sulla vita scolastica: "Tuttavia, la realtà è che i professori stanno usando le nostre gite come mezzo per protestare e per farsi ascoltare dalla Provincia, e a causa di questo meccanismo siamo proprio noi studenti ad essere le prime vittime, privati di esperienze uniche che non torneranno più".
Da qui l'appello a sostenere gli insegnanti e a partecipare alla mobilitazione: "Dobbiamo stare dalla loro parte e protestare insieme per il bene comune, proprio per sbloccare questa situazione".
Mercoledì la protesta davanti alla scuola
Per manifestare concretamente la propria solidarietà ai docenti, gli studenti del Da Vinci hanno annunciato una protesta per mercoledì prossimo.
"Mercoledì prossimo inizierà la nostra protesta: ci troveremo tutti fuori dall'entrata alle ore 7.50. Nessuno entrerà a scuola e resteremo all'esterno fino al termine delle lezioni", dichiarano.
Gli studenti precisano che l'iniziativa non vuole essere un pretesto per evitare le lezioni, ma una presa di posizione sulle condizioni della scuola e sul conflitto in corso.
"Questa non è una scusa per saltare la scuola o creare disordine, ma una presa di coscienza: se ce ne freghiamo ora, le vere vittime di questo stallo resteremo noi", concludono.
"Istruzione di Qualità Trentino": un movimento spontaneo e senza appartenenze politiche
Nel frattempo, dopo le prese di posizione dei sindacati provinciali, i docenti del movimento "Istruzione di Qualità Trentino" sono tornati a chiarire le caratteristiche della loro iniziativa.
Il gruppo ribadisce di essere nato dal basso, per dare voce alle esigenze di chi lavora quotidianamente nelle scuole del territorio, e di non avere legami politici o sindacali.
Il movimento è stato promosso "spontaneamente dal basso, promosso dalle docenti e dai docenti del territorio per dare voce alle reali esigenze della scuola", spiegano gli insegnanti, precisando che non ha "alcun colore politico" e non è "legato ad alcuna sigla sindacale".
I docenti rivendicano inoltre la necessità che le organizzazioni sindacali ascoltino le richieste della base prima di rappresentarle.
"Per farsi autentici portavoce delle nostre esigenze, i sindacati devono prima ascoltare la base, comprendere a fondo i contenuti della nostra protesta con piena e convinta adesione ai principi del movimento", concludono.
La mobilitazione prosegue quindi su più fronti: da una parte gli insegnanti, che chiedono maggiore riconoscimento per il proprio lavoro e una scuola di qualità; dall'altra gli studenti, che iniziano a organizzarsi per sostenere le rivendicazioni dei docenti, pur subendo direttamente le conseguenze della sospensione delle attività scolastiche extra-didattiche.