La Corte d’appello di Torino si pronuncerà sul caso di presunta corruzione legato ai titoli edilizi per “The Stone”, un condominio di 30 metri a Cervinia, nell’area dell’ex hotel Fosson. Nell’udienza del 14 ottobre 2026, il sostituto procuratore generale Marcello Tatangelo ha chiesto tre condanne, ribaltando l’esito di primo grado. Il procedimento coinvolge Ezio Colliard, amministratore unico della Vico srl, il figlio Tiziano Colliard, e l’architetto Valerio Cappelletti, membro della commissione edilizia di Valtournenche all’epoca dei fatti.
In primo grado, ad Aosta, con rito abbreviato, i tre imputati erano stati assolti per “fatto non sussistente”.
In appello, la procura generale ha richiesto due anni di reclusione per Ezio Colliard e Valerio Cappelletti, e sedici mesi per Tiziano Colliard. Le difese chiedono la conferma dell’assoluzione. La sentenza è attesa per il 24 novembre 2026.
Le contestazioni sull’iter edilizio
L’accusa contesta ai Colliard la promessa a Cappelletti di 330 mila euro, con un’anticipazione di 10.276 euro tramite assegno circolare. Secondo la ricostruzione accusatoria, tale somma mirava a ottenere il parere favorevole della commissione edilizia per “The Stone” a Breuil-Cervinia.
Il 19 maggio 2023, dopo la presunta consegna dell’assegno, Ezio Colliard e Valerio Cappelletti furono arrestati dalla Guardia di Finanza per flagranza, ma rilasciati dopo tre giorni su ordine del gip.
L’accusa collega la vicenda all’impegno dei Colliard di accelerare l’acquisto di terreni di Cappelletti nell’area camper di Cervinia, con un “sovrapprezzo” per l’architetto, pari ai restanti 300 mila euro promessi.
La linea difensiva
Le difese respingono le accuse, sostenendo che il passaggio di denaro fosse un legittimo compenso professionale e non correlato al progetto “The Stone”. Tale tesi aveva portato all’assoluzione in primo grado.