Il Ministero degli Esteri italiano ha richiesto chiarimenti urgenti alle autorità israeliane in seguito al fermo di alcune attiviste italiane. L'episodio è avvenuto il 22 ottobre 2026 nel villaggio di al-Bweib, situato a sud di Hebron, in Cisgiordania. Le connazionali, impegnate ad accompagnare agricoltori palestinesi durante la raccolta delle olive, sono state fermate dalle Forze di difesa israeliane insieme ad altri attivisti di diverse nazionalità.

La Farnesina ha prontamente attivato i propri canali diplomatici non appena ricevuta la notizia del fermo.

A tal fine, l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme hanno immediatamente contattato le autorità israeliane. L'obiettivo è ottenere informazioni dettagliate sulle circostanze dell'accaduto e sulla situazione attuale delle cittadine italiane coinvolte.

La situazione delle attiviste italiane

Le informazioni finora raccolte dal Ministero degli Esteri confermano che le attiviste italiane si trovano attualmente presso una stazione di polizia. Questa conferma è giunta nell'ambito dei contatti diplomatici avviati con le autorità israeliane. La comunicazione diplomatica mira a chiarire sia il luogo esatto in cui si trovano le connazionali sia le condizioni del fermo avvenuto nel villaggio di al-Bweib.

Il gruppo di persone fermate include specificamente quattro cittadine italiane. Il fermo ha coinvolto un più ampio insieme di attivisti internazionali, tutti impegnati a fianco di agricoltori palestinesi nelle attività di raccolta nei campi. La località precisa dell'intervento è al-Bweib, un'area situata nella regione meridionale di Hebron, in Cisgiordania.

La posizione delle autorità israeliane

Una nota ufficiale rilasciata dalla polizia israeliana indica che gli attivisti stranieri fermati sono destinati all'espulsione dal territorio di Israele. La stessa comunicazione precisa che il gruppo avrebbe violato un'area militare chiusa e avrebbe rifiutato di obbedire agli ordini delle Forze di difesa israeliane (IDF).

La nota fa riferimento al fermo di un totale di 11 attivisti stranieri e di un cittadino palestinese nell'area di Hebron.

Questa versione delle autorità israeliane si affianca alla richiesta di chiarimenti urgenti avanzata dall'Italia. La Farnesina, attraverso l'Ambasciata a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme, mantiene alta l'attenzione sulla verifica delle circostanze precise del fermo e sulla situazione delle quattro cittadine italiane presenti nel gruppo.

Il contesto dell'intervento e la raccolta delle olive

L'episodio del fermo è strettamente collegato alla presenza di volontari e attivisti internazionali che, come le cittadine italiane, offrono supporto agli agricoltori palestinesi durante la delicata fase della raccolta delle olive nella regione.