Un forte terremoto di magnitudo 7 ha scosso la regione del Tibet il 22 ottobre 2026. La notizia è stata diramata da Pechino alle 18:42, ora locale, indicando un epicentro a circa 183 chilometri a est-nord-est della città di Nagqu. L'area colpita è una zona montuosa dell'altopiano tibetano, caratterizzata da una bassa densità abitativa.

L'entità dei danni e il numero di eventuali vittime rimangono incerti. La notevole intensità del sisma, pari a magnitudo 7, solleva preoccupazioni per possibili crolli nelle aree più prossime all'epicentro. Le prime comunicazioni non hanno riportato segnalazioni immediate di danni o persone coinvolte.

L'evento si è verificato nel Tibet settentrionale, una regione ad alta quota e con una popolazione sparsa.

Dettagli sull'epicentro e l'orario

Le rilevazioni collocano l'epicentro del terremoto a est-nord-est di Nagqu, città situata a oltre 300 chilometri a nord di Lhasa, capitale del Tibet. Alcuni dati indicano l'epicentro a 183 chilometri, altri a 191 chilometri (119 miglia) sempre a est-nord-est di Nagqu. L'origine della scossa è stata registrata alle 22:33, ora locale.

La profondità del sisma varia tra le rilevazioni. L'Istituto geologico degli Stati Uniti ha stimato 18 chilometri (11 miglia), mentre il China Earthquake Networks Center ha indicato 10 chilometri (6,2 miglia). Tutte le informazioni convergono sulla magnitudo 7 dell'evento e sulla sua collocazione nel Tibet settentrionale.

Caratteristiche della zona interessata

La regione dell'altopiano tibetano, dove è stato localizzato l'epicentro, è montuosa, ad alta altitudine e scarsamente popolata. Queste peculiarità geografiche e demografiche rendono più complessa la prima valutazione delle conseguenze del terremoto, ostacolando la raccolta immediata di informazioni precise sul quadro dei danni e delle eventuali vittime nelle zone direttamente colpite.

In sintesi, il sisma di magnitudo 7 ha colpito il Tibet il 22 ottobre 2026. Le informazioni disponibili indicano un epicentro a est-nord-est di Nagqu, con una profondità tra i 10 e i 18 chilometri. Le prime ore non hanno evidenziato segnalazioni immediate di danni o vittime, ma la situazione resta sotto monitoraggio a causa della forte intensità e della natura remota della zona.