A Pescara, il 15 ottobre 2026, Colosimo, presidente della commissione Antimafia, è intervenuta al Premio nazionale Borsellino, prima dell'incontro con gli studenti. Ha definito l’Abruzzo un territorio cuscinetto tra Campania e Puglia, collegando tale posizione alla presenza di criminalità organizzata proveniente dalle regioni limitrofe, in cerca di espansione.
La presidente ha richiamato la necessità di mantenere le antenne alte in una regione ricca e turistica, e quindi appetibile. L'attrattività del territorio ne aumenta l'esposizione a interessi criminali esterni.
Colosimo ha distinto tra pericoli, indicando la mafia dei pascoli meno preoccupante rispetto alla criminalità legata alla droga, alla quale prestare maggiore attenzione.
Il ruolo strategico dell'Abruzzo
L’intervento si inserisce nel contesto del Premio nazionale Borsellino a Pescara, dove la presidente Antimafia ha incontrato gli studenti. Il riferimento all’Abruzzo come area di cerniera fra Campania e Puglia evidenzia la sua collocazione e la possibilità che gruppi criminali cerchino nuovi spazi di radicamento. Il punto centrale resta la vigilanza sul territorio, con attenzione specifica al traffico di droga, minaccia principale.
Il discorso ha riguardato anche l’attrattività economica e turistica dell’Abruzzo.
Turismo e ricchezza del territorio sono elementi che aumentano l’interesse verso la regione. La valutazione non riguarda un singolo episodio investigativo, ma il quadro di attenzione richiamato dalla presidente Antimafia davanti agli studenti del Premio Borsellino.
Allarme infiltrazioni nel 2018
Nel 2018, un articolo sulle infiltrazioni della criminalità organizzata in Abruzzo e Molise richiamò la relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) al Parlamento. In quel contesto, veniva indicato un accordo tra 'ndrangheta e mafia siciliana per spartirsi aree e affari nelle due Regioni.