Il Tribunale di Torre Annunziata ha emesso le condanne di primo grado per i tre sanitari imputati nel caso della morte di Vanessa Cella, la donna di 37 anni deceduta il 26 marzo 2022. La sentenza è stata pronunciata il 2 ottobre 2026, a conclusione del processo che ha fatto luce sul decesso avvenuto dopo tre interventi di chirurgia estetica eseguiti consecutivamente presso la Casa di cura Santa Maria la Bruna di Torre del Greco, in provincia di Napoli.
Vanessa Cella non si era più risvegliata dall’anestesia a seguito delle operazioni. Il giudice ha inflitto pene detentive al chirurgo, all’anestesista e al direttore sanitario della clinica.
Nello specifico, il chirurgo è stato condannato a 2 anni e 8 mesi, l’anestesista a 3 anni e 4 mesi e il direttore sanitario a 2 anni e un mese. L’accusa, sostenuta dalla pubblica ministero Marianna Ricci, aveva contestato il reato di omicidio colposo per tutti e tre gli imputati, richiedendo pene leggermente diverse: 3 anni e 6 mesi per l’anestesista, 3 anni per il chirurgo e 2 anni e 6 mesi per il direttore sanitario della Casa di cura.
Le decisioni del giudice e i risarcimenti
Il giudice Antonio Fiorentino ha accolto una richiesta cruciale dell’accusa: la trasmissione degli atti al pubblico ministero. Questa decisione mira a valutare eventuali ulteriori ipotesi di reato relative alla gestione complessiva della clinica.
Inoltre, ciascun imputato è stato condannato a versare una provvisionale di 15mila euro a Patrizio Cella, fratello della vittima, assistito dall’avvocato Enrico Ricciuto.
Al centro del dibattimento processuale sono emersi diversi aspetti critici: la quantità di anestetico somministrata, l’impiego del curaro per l’immobilizzazione durante gli interventi e, in particolare, il mancato monitoraggio post-operatorio. Il quadro accusatorio ha sottolineato come il controllo successivo all’intervento sia una responsabilità fondamentale dell’anestesista, la cui presenza è richiesta 24 ore su 24 in ogni struttura che effettua interventi chirurgici, e anche del chirurgo nella fase post-operatoria.
Il percorso processuale e gli interventi
La ricostruzione dei fatti ha evidenziato che Vanessa Cella fu sottoposta a tre interventi estetici programmati nello stesso giorno: una rinoplastica, una liposuzione e una mastoplastica. La donna rimase sotto anestesia per un periodo prolungato, stimato tra le sei e le sette ore, considerando sia la durata delle operazioni che la fase post-operatoria. Il processo si è svolto attraverso 20 udienze, durante le quali sono stati ascoltati 15 testimoni e 15 medici delle parti coinvolte, contribuendo a delineare il complesso quadro clinico e procedurale. Nel corso del procedimento è emerso anche il passaggio dei soccorsi.