Il processo per Mattia Cuffari, 39 anni, è stato rinviato al 23 novembre. L'arresto, avvenuto il 25 settembre 2026, è legato al pugno sferrato il giorno precedente a un funzionario della Digos, intervenuto per impedire a Cuffari e a un gruppo di anarchici di avvicinarsi a una manifestazione di residenti del centro storico, appena conclusa.
La gip Alice Serra aveva convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per Cuffari. Il difensore, avvocato Fabio Sommovigo, ha presentato ricorso al tribunale del Riesame; l'udienza è fissata per venerdì 9 ottobre.
Il 7 ottobre, Mattia Cuffari è comparso in direttissima davanti alla giudice Elisa Centore per le lesioni al poliziotto, costituitosi parte civile con l'avvocata Rachele De Stefanis.
La richiesta sulla misura cautelare
Durante l'udienza, Cuffari ha rilasciato brevi dichiarazioni spontanee. Ha riferito di essere stato sconvolto per la morte dell'amico Francesco Carrieri e di non aver mai avuto comportamenti violenti. Il pm Federico Panichi ha espresso parere negativo sull'attenuazione della misura cautelare richiesta. Il pm ha rilevato che l'imputato non si sarebbe formalmente scusato per un'aggressione definita “totalmente gratuita”.
L'istanza, presentata dall'avvocata Marta Magnanini, mirava a ottenere una misura meno afflittiva, come l'obbligo di firma o gli arresti domiciliari.
La giudice si è riservata la decisione. Il rinvio del processo al 23 novembre è legato a una questione di legittimità pendente davanti alla Corte Costituzionale, sulla pena per il reato di lesioni a pubblico ufficiale. Alcuni giudici ritengono che la disciplina possa violare il principio di proporzionalità e creare una disparità di trattamento rispetto a fattispecie analoghe.
L'episodio alla Stazione Marittima
Il procedimento verte sull'accusa di lesioni aggravate per il pugno al volto sferrato a un funzionario della Digos durante una manifestazione a Genova, causando al funzionario un trauma cranico. L'episodio è avvenuto alla Stazione Marittima, al termine di un corteo di residenti del centro storico.