La Corte d'Assise di Chieti ha pronunciato una sentenza di ergastolo nei confronti di Antonio Mancini, 70 anni, riconosciuto colpevole dell'uccisione della moglie Cleria Mancini. La condanna, emessa il 9 ottobre 2026, si riferisce al femminicidio avvenuto un anno prima in strada, nella località di Lettomanoppello, in provincia di Pescara. La pena inflitta a Mancini include, oltre all'ergastolo, anche due mesi di isolamento diurno.

La richiesta della Procura e la decisione della Corte

Durante la requisitoria, la pubblica ministera Giuliana Rana aveva sollecitato il massimo della pena per l'imputato, dopo aver meticolosamente ricostruito l'intera vicenda processuale.

Il collegio della Corte d'Assise ha accolto la richiesta, disponendo la condanna all'ergastolo e l'isolamento diurno per due mesi per il 70enne, accusato di aver privato della vita la moglie con due colpi di pistola. Il procedimento giudiziario si è così concluso con la decisione della Corte d'Assise di Chieti, l'organo competente per il giudizio.

Il collegio giudicante e le misure accessorie

Il collegio giudicante era presieduto dal giudice Guido Campli, affiancato dal giudice a latere Luca De Ninis. Nella sentenza, oltre alla pena principale dell'ergastolo, sono state stabilite anche diverse misure accessorie a carico di Antonio Mancini. Il fulcro del processo è rimasto l'efferato delitto di Cleria Mancini, avvenuto in pieno giorno, in strada, a Lettomanoppello, nel pescarese, per mano del marito che le sparò due colpi di pistola.

Le pene accessorie e le loro implicazioni

Tra le disposizioni accessorie, il collegio ha dichiarato Antonio Mancini interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. La sentenza prevede inoltre lo stato di interdizione legale e la decadenza dalla responsabilità genitoriale. Queste severe misure si aggiungono alla condanna all'ergastolo e ai due mesi di isolamento diurno, rafforzando la portata della decisione pronunciata dalla Corte d'Assise di Chieti.

Il contesto del tragico evento a Lettomanoppello

Il caso ha avuto origine dalla tragica morte di Cleria Mancini, la moglie del condannato. L'episodio si è consumato esattamente un anno prima della sentenza, in un contesto pubblico, in strada, nel comune di Lettomanoppello, in provincia di Pescara, luogo tristemente noto per questo femminicidio.

La ricostruzione dei fatti emersa durante il procedimento giudiziario ha attribuito inequivocabilmente ad Antonio Mancini l'uccisione della donna, avvenuta con due colpi di pistola. La sentenza del 9 ottobre 2026 rappresenta la conclusione di questa fase giudiziaria, sigillando la condanna all'ergastolo, l'isolamento diurno per due mesi e tutte le ulteriori interdizioni stabilite dal collegio giudicante.