A Bari, l’associazione di promozione sociale Giraffa, insieme a Lavoro rifugiati Ets e Periplo Odv Ets, ha presentato un esposto-denuncia nei confronti del consigliere comunale Giuseppe Carrieri, esponente di Futuro Nazionale. La vicenda trae origine da un post pubblicato il 2 ottobre 2026 sui profili social del consigliere. L'immagine mostrava tre donne adulte velate, due bambine e un bambino di origini straniere, in attesa di un autobus, un'immagine che il consigliere ha poi collegato al progetto Brt.
Nel testo che accompagnava la fotografia, Carrieri aveva scritto: "Bari.
Ecco per chi stanno costruendo il Brt da 160 milioni". Il riferimento era al Bus rapid transit e a un presunto spreco di denaro da parte del Comune, che avrebbe progettato il sistema di trasporto pubblico specificamente per stranieri. L'associazione Giraffa, che si occupa della tutela delle donne, ha deciso di denunciare il contenuto del post, ritenendolo lesivo per le persone ritratte e per la loro dignità.
L'azione legale delle associazioni
L’esposto-denuncia è stato formalizzato da Giraffa, realtà impegnata nella tutela delle donne, in collaborazione con Lavoro rifugiati Ets, attiva nell’inserimento sociale dei rifugiati riconosciuti, e con l’associazione Periplo, Percorsi di integrazione pace e libere opportunità, Odv Ets, che si dedica all’accoglienza umanitaria e all’integrazione dei migranti.
Le tre organizzazioni contestano congiuntamente la pubblicazione dell’immagine e il messaggio associato alla fotografia, giudicandoli gravemente offensivi e discriminatori.
Secondo la nota diffusa dalle associazioni, il post ha generato un notevole impatto sui social, ottenendo 368 like, 1.100 commenti e 468 condivisioni. Le organizzazioni sostengono che il contenuto abbia un carattere discriminatorio e sia volto a incitare all’odio e alla violenza intersezionale contro donne e stranieri. La stessa nota evidenzia come tale pubblicazione arrechi un danno diretto alle attività svolte dalle associazioni e al lavoro culturale e sociale che le tre realtà portano avanti sul territorio.
La tutela della dignità e dell'immagine
Le associazioni hanno sottolineato come la fotografia e il testo del post costituiscano una condotta che "lede la dignità e la sicurezza delle donne". Viene inoltre richiamata la questione della rappresentazione fotografica delle persone senza il loro consenso. Il punto focale dell’iniziativa legale si concentra, quindi, sul legame tra l’immagine diffusa, il riferimento al progetto Brt e l’attribuzione del servizio pubblico alle persone straniere immortalate nello scatto, ritenendo tale associazione ingiustificata e denigratoria.